AMFETAMINA E METANFETAMINA PAGINA 2 - Nessuno è perfetto:Malattie e Disturbi Mentali

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AMFETAMINA E METANFETAMINA PAGINA 2

MALATTIE E DISTURBI MENTALI > DIPENDENZA DA ABUSO DI SOSTANZE


Quali sono gli effetti a lungo termine dell’abuso di metanfetamina?
L’abuso a lungo termine di metanfetamina può essere molto dannoso e può portare alla dipendenza. La dipendenza è una condizione cronica caratterizzata da ricadute, da una ricerca e da un uso compulsivo della sostanza che si accompagnano a cambiamenti funzionali e molecolari nel cervello. Oltre a essere dipendenti, i consumatori cronici di metanfetamina presentano sintomi che possono includere comportamento violento, ansia, confusione e insonnia. Possono inoltre, manifestare diversi sintomi psicotici, come paranoia, allucinazioni uditive e tattili (per esempio, la sensazione che insetti camminino sulla pelle, chiamato “formicolio”), disturbi dell’umore e delirio. Inoltre, la paranoia può manifestarsi con pensieri di omicidio e/o di suicidio.
Se utilizzata in maniera cronica, può svilupparsi tolleranza alla metanfetamina. Per intensificare gli effetti desiderati, può essere che i consumatori ne prendano dosi più alte, che la prendano con maggiore frequenza o che cambino la modalità di somministrazione. L’abuso cronico può portare ad un comportamento psicotico, caratterizzato da paranoia intensa, allucinazioni visive e uditive e rabbia incontrollabile che può scatenare comportamenti eccessivamente violenti.

Sebbene non ci siano manifestazioni di tipo fisico della sindrome di astinenza, quando si interrompe il consumo di metanfetamina, esistono molti sintomi che compaiono quando un consumatore cronico smette di farne uso. Alcuni di questi sono: depressione, ansia, senso di affaticamento, paranoia, aggressività e un intenso craving per la droga.
Studi scientifici che esaminano le conseguenze a lungo termine dell’uso di metanfetamina negli animali, mostrano preoccupanti dati sugli effetti tossici nel cervello. Gli studiosi hanno evidenziato che il 50% delle cellule che producono dopamina nel cervello possono essere danneggiate dopo un’esposizione prolungata anche a livelli relativamente bassi di metanfetamina. Gli studiosi hanno osservato che le cellule del sistema nervoso che contengono serotonina possono essere ancora più fortemente danneggiate. È ancora da accertare se questa tossicità sia correlata alle psicosi indivi duate i n alcuni utilizzatori di metamfetamina a lungo termine.

Gli effetti a lungo termine dell’abuso di metanfetamina possono includere:  

  • Sintomi psicotici  

  • paranoia  

  • allucinazioni  

  • disturbi dell’umore  

  • attività motoria ripetitiva  

  • Perdita di peso  

  • Ictus  


Qual  è  la  differenza  tra  la  metanfetamina  e  altri  stimolanti  come la cocaina?  
La  metanfetamina  è  classificata  
come psicostimolante, analogamente ad altre droghe di abuso, come  l’anfetamina e la cocaina. La struttura della metanfetamina è simile a quella dell’anfetamina e del neurotrasmettitore dopamina, ma è molto differente da quella della cocaina. Benché questi stimolanti abbiano simili effetti fisiologici e sul comportamento, ci sono alcune importanti differenze nei meccanismi basilari relativi a come lavorano a livello del sistema nervoso. Tuttavia, la conclusione è che la metanfetamina, come la cocaina, dà luogo a un accumulo del neurotrasmettitore dopamina e questa concentrazione eccessiva è quella che apparentemente produce stimolazione e sensazione di euforia nel consumatore. A differenza della cocaina, che si elimina rapidamente ed è metabolizzata quasi completamente dal corpo, la metanfetamina ha una durata di azione più lunga e una percentuale maggiore rimane nell’organismo senza essere trasformata. Il risultato è che la presenza della metanfetamina nel cervello dura più a lungo, prolungando quindi gli effetti stimolanti di questa sostanza.
Nonostante siano entrambe psicostimolanti, ci sono delle differenze tra metanfetamina e cocaina
Metanfetamina  Cocaina  prodotta artificialmente  deriva da una pianta  il fumarla produce sensazioni elevate che durano dalle 8 alle 24 ore  il fumarla produce sensazione elevate che durano 20-30 minuti  50% della droga sparisce dal corpo in 12 ore  50% della droga sparisce dal corpo in un’ora  uso medico limitato  usata come anestetico locale in alcuni procedimenti chirurgici.

Quali sono le complicazioni mediche derivanti da un abuso di metanfetamina?
La metanfetamina può causare una varietà di problemi cardiovascolari. Tra questi, battito accelerato o irregolare del cuore, pressione alta e danni irreversibili come, per esempio, ictus nei vasi sanguigni del cervello. L’ipertermia (temperatura elevata del corpo) e le convulsioni causate dall’overdose di metanfetamina se non trattate immediatamente possono risultare fatali.
L’abuso cronico di  metanfetamina può portare ad un’infiammazione delle pareti interne del cuore e, tra i consumatori che s’iniettano la droga, ad un danneggiamento dei vasi sanguigni e ad ascessi della pelle. Inoltre, le persone che abusano della metanfetamina possono avere episodi di aggressività, paranoia, ansia, confusione ed insonnia. I forti consumatori inoltre, mostrano un deterioramento progressivo della vita sociale ed occupazionale. In alcuni casi, i sintomi psicotici possono persistere per mesi o anni anche dopo aver smesso di usare questa sostanza.
Un altro rischio potenziale per i consumatori di metanfetamina è l’avvelenamento acuto da piombo. Un metodo illegale, ma comune, nella produzione di questa droga è usare acetato di piombo come reagente chimico. Pertanto, errori nella produzione possono portare a metanfetamina inquinata con piombo. Si sono documentati casi d’avvelenamento acuto con piombo in persone che s’iniettano la metanfetamina.
Negli Stati Uniti l’esposizione fetale alla metanfetamina è un problema rilevante. Oggigiorno, le indagini indicano che l’abuso di metanfetamina durante la gravidanza può portare a complicazioni prenatali, incremento di parti prematuri ed alterazione nel modello di comportamento neonatale, come riflessi anormali ed irritabilità estrema. Anche la deformazione congenita del feto può essere legata all’abuso della metanfetamina durante la gravidanza.

Le persone che abusano di metanfetamina rischiano di contrarre l’HIV/AIDS o l’Epatite B e C?
L’incremento nella trasmissione dell’HIV ed epatite B e C sono probabili conseguenze dell’aumento nell’abuso di metanfetamina, soprattutto in individui che s’iniettano la droga e condividono gli strumenti d’iniezione. L’infezione da HIV ed altre malattie infettive si sono propagate tra i consumatori che s’iniettano la droga principalmente a causa della condivisione di siringhe contaminate, aghi ed altri strumenti non sterili o usati da più di una persona.
Diversi studi indicano inoltre che la metanfetamina ed altre droghe che stimolano le attività psicomotorie del corpo possono incrementare la libido, al contrario degli oppiacei che la diminuiscono. Tuttavia, l’uso a lungo termine della metan  fetamina può essere associato con la diminuzione della funzione sessuale, per lo meno negli uomini. Inoltre, la metanfetamina sembra essere associata con atti sessuali più violenti, che possono causare perdite di sangue e abrasioni. La combinazione tra l’assunzione della sostanza per via iniettiva e i rischi sessuali può far sì che l’HIV diventi uno dei problemi principali tra coloro che abusano di sostanze stupefacenti.
Ricerche condotte dal NIDA hanno rilevato che attraverso il trattamento, la prevenzione e i programmi di aiuto comunitario, chi abusa di droghe può cambiare la propria condotta e diminuire i rischi di contrarre il virus dell’HIV. L’uso delle droghe può essere eliminato e i comportamenti a rischio legati all’assunzione di sostanze stupefacenti, per esempio la condivisione di aghi e l’attività sessuale non protetta, possono ridursi significativamente, riducendo così il rischio di contagio. Pertanto, il trattamento dell’abuso di droghe è altamente efficace nella prevenzione della propagazione dell’HIV, dell’epatite B e dell’epatite C.

Quali sono i trattamenti più efficaci per combattere l’abuso di metanfetamina?
Ad oggi i trattamenti più efficaci contro la dipendenza da metanfetamine sono gli interventi cognitivo-comportamentali. Questi metodi sono studiati per aiutare a modificare il modo di pensare, l’aspettativa e il comportamento del paziente, e per aumentare la sua capacità di affrontare i fattori stressanti nella vita. Anche l’attività dei gruppi di supporto per il recupero di soggetti che abusano di metanfetamina  sembra essere efficace quando è complementare agli interventi sul comportamento.

Attualmente non esistono trattamenti farmacologici che curino la dipendenza da anfetamina o da droghe simili come la metanfetamina. Farmaci antidepressivi aiutano a combattere i sintomi che si vedono frequentemente negli ex consumatori  di metan  fetamina.
L’ipertermia comporta spesso un’importante sudorazione con conseguente perdita di liquidi. Una delle più frequenti conseguenze sono il calo della pressione arteriosa e il collasso. E' dunque importante che chi assume metanfetamine beva molta acqua in modo da compensare la perdita tramite la sudorazione.
Spesso si può curare l’intossicazione acuta da metanfetamina con un periodo di osservazione in un ambiente sicuro e silenzioso. In casi di agitazione estrema o panico, trattamenti con farmaci contro l’ansia
come le benzodiazepine, si sono mostrati efficaci ed in casi di psicosi indotte da metanfetamina, sono stati utili farmaci come i neurolettici.

Glossario

Assuefazione
Processo mediante il quale si giunge a far propria un’abitudine, una consuetudine
o una farmacodipendenza. Si possono distinguere le assuefazioni da adattamento e le assuefazioni da comportamento. In tossicologia si intende quel fenomeno per il quale, per mantenere uguali effetti di una sostanza, si è costretti ad aumentare la dose assunta (vedi anche “tolleranza”).
Analogo
Composto chimico simile ad un’altra droga nei suoi effetti ma che si differenzia leggermente nella struttura chimica.
Benzodiazepine
Farmaci che alleviano l’ansia o che vengono prescritti come sedativi; tra quelli maggiormente prescritti si aggiungono il valium ed il librium.
Craving
Forte e spesso incontrollabile desiderio di assumere una sostanza
Dipendenza fisica
Condizione secondaria all’uso prolungato di una sostanza che si manifesta con un bisogno fisico e psichico di assumerla, accompagnato spesso da sindrome di astinenza successiva alla sospensione dell’uso, craving di vario tipo ed intensità in base alla sostanza d’abuso ed alle caratteristiche neuropsichiche dell’individuo.
Disintossicazione
Processo che permette al corpo di liberarsi dalla droga e che, contemporaneamente, controlla i sintomi dell’astinenza; spesso rappresenta il primo passo in un programma di trattamento.
Dopamina
Neurotrasmettitore presente nelle regioni del cervello che regola il movimento, l’emozione, la motivazione e le sensazioni di piacere.
Narcolessia
Disturbo del sonno caratterizzato da un incontrollabile desiderio di dormire.
Sensazione euforica (‘rush’)
Piacere euforico che si raggiunge rapidamente dopo la somministrazione di una sostanza.
Serotonina
Neurotrasmettitore coinvolto negli stati di coscienza e dell’umore, nella depressione e nell’ansia.
Psicosi
Disordine mentale caratterizzato da deliri o allucinazioni.
Sistema Nervoso Centrale (SNC)
Cervello e midollo spinale.
Tolleranza
Condizione nella quale sono richieste elevate dosi di droga per produrre gli stessi effetti sperimentati inizialmente; spesso porta ad una dipendenza psicologica oltre che fisica.
Effetto tossico
Effetti transitori o permanenti di una sostanza dannosi alla funzione di un organo
o di un gruppo di organi.

 
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