ANORESSIA NERVOSA - Nessuno è perfetto:Malattie e Disturbi Mentali

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ANORESSIA NERVOSA

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Sintomi Anoressia: come riconoscerla?


L'anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo, che nasce per la paura morbosa di ingrassare; la caparbia volontà di mantenersi sotto un peso normale, comunque percepito come eccessivo dall'anoressico, conduce allo sviluppo di una repulsione ossessiva nei confronti del cibo che dilaga fino a scatenare i sintomi fisici dell'anoressia conclamata: peso corporeo sotto i limiti di normalità (inferiore all'85% del peso ideale, BMI inferiore a 1,75 kg/m2), magrezza francamente patologica, bassa temperatura corporea, bradicardia, fragilità di unghie e capelli, osteopenia, alopecia, riduzione del volume del seno, ipotensione, pelle secca, aspetto debilitato/cachettico, ritardi mestruali e amenorrea (ritardo di almeno tre cicli mestruali consecutivi).

Sintomi AnoressiaNel caso l'anoressia si accompagni a saltuarie abbuffate seguite da condotte di eliminazione (anoressia nervosa di tipo bulimico), si registra una tipica erosione dentale dovuta agli episodi ripetuti di vomito autoindotto, spesso con ipertrofia delle ghiandole salivari.

Alcuni dei sintomi dell'anoressia sinora elencati riguardano esclusivamente il sesso femminile, nel quale la frequenza della malattia è da 20 a 25 volte superiore rispetto alla popolazione maschile. Nell'uomo anoressico si può apprezzare un importante calo della libido e dell'attività eiaculatoria.

In presenza di anoressia, le analisi del sangue possono rilevare alterazioni endocrine con valori di ormoni tiroidei, leptina e gonadotropine prossimi ai limiti inferiori di normalità o al di sotto di essi. Si può registrare anemia, leucopenia con linfocitopenia, ipokaliemia, ipocalcemia, ipomagnesemia ed ipofosforemia, alcalosi metabolica ed ipoglicemia. Il metabolismo basale appare decisamente inferiore rispetto alla norma.

L'esordio dell'anoressia è piuttosto sfumato sul piano sintomatologico e difficilmente riconoscibile anche dai familiari. Un basso peso corporeo, anche se non ancora patologico, associato alla colorazione giallo-arancio del palmo delle mani e della pianta dei piedi, può essere uno dei pochi sintomi fisici associati all'anoressia nervosa negli stadi precoci. Questo sintomo potrebbe infatti derivare dall'abitudine di mangiare quasi esclusivamente vegetali, molti dei quali ricchi di carotenoidi, che si accumulano nella cute. La condizione non va confusa con l'ittero, nella quale la magrezza è causata da disordini epatici e la colorazione giallastra si estende anche alle sclere oculari.

Nelle fasi di esordio dell'anoressia nervosa sono soprattutto alcuni sintomi di carattere psicologico, tradotti in azioni e stati d'animo peculiari, a far sospettare la malattia:

paura morbosa di aumentare di peso;

rifiuto ossessivo del cibo o di alcuni tipi di alimenti, come quelli che contengono quantità non trascurabili di grassi o zuccheri;

alterata percezione corporea: si tende a vedersi grassi nonostante l'ago della bilancia segnali un peso corporeo normale, inferiore alla norma o decisamente sottopeso; ansia nel vedere il proprio corpo;

eccessivo esercizio fisico nel tentativo disperato di bruciare più calorie;

iperattività;

tendenza a nascondere o a non ammettere di avere un problema con il cibo: si mente sulla quantità di alimenti consumata e si banalizzano o nascondono i sintomi ed i disturbi fisici derivanti dall'anoressia;

sensazione di disagio quando ci si trova a mangiare in pubblico o in compagnia di altre persone;

abuso di lassativi e diuretici, estratti tiroidei o altri preparati per dimagrire;

pratiche inconsulte per consumare più calorie, ad esempio eseguire docce o bagni con acqua fredda, esercizi fisici sfrenati ad orari o in luoghi inusuali, pratica di attività motoria nonostante le precarie condizioni fisiche, consumo di acqua in elevate quantità per stimolare il senso di sazietà;

tentativo di sembrare più magra scegliendo abiti neri e tagliandosi i capelli;

comportamento compulsivo ritualistico riguardo al cibo (tagliare le pietanze in pezzi piccolissimi e rigirarli nel piatto prima di mangiarli, cucinare piatti elaborati per i familiari senza assaggiare quanto preparato, raccogliere e catalogare le ricette);

sintomi depressivi e, in alcuni soggetti, pensieri suicidari.


Farmaci per curare l'Anoressia



Anoressia: farmaci

Il turbamento psicologico che accompagna il paziente affetto da anoressia è generalmente difficile da trattare, dal momento che la terapia prevede il ristabilimento delle condizioni fisiche del malato ed il supporto psicologico. Per un anoressico, il termine “ristabilimento del peso corporeo” è sinonimo di “ingrassare”, e l'ossessione di un malato d'anoressia è precisamente aumentare il proprio peso; questo fa comprendere la difficoltà di far accettare una cura simile all'anoressico; ecco perché il supporto di uno psicoterapeuta può senza dubbio aiutare il malato a venire a galla. Anche i farmaci costituiscono un valido ausilio per aiutare l'anoressico ad aumentare il suo peso e, soprattutto, ad accettare se stesso.
I farmaci sono indicati anche per controllare e superare tutti i sintomi associati all'anoressia, come perdita ossea, depressione, alterazione del ciclo mestruale, disidratazione, alterazione dei valori fisiologici del sangue.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'anoressia, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

Antidepressivi ed ansiolitici: indicati per curare le cause psicologiche che scatenano o fomentano l'anoressia nervosa; questi farmaci aiutano il paziente a rilassarsi. Si raccomanda di evitare la somministrazione di SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) in caso di epilessia nel contesto di anoressia e depressione.
Amitriptilina (es. Laroxyl, Triptizol, Adepril): il farmaco appartiene alla classe degli antidepressivi triciclici. Trova indicazione anche per la cura dell'anoressia nervosa dell'età pediatrica (> 9 anni): sembra che una dose di farmaco variabile da 1,25 a 2,5 mg al giorno comporti benefici terapeutici per contrastare l'ansia e l'atteggiamento ossessivo compulsivo contro il cibo. È stato effettuato uno studio in cui all'anoressico è stata somministrata una dose giornaliera di 2,5 mg, fino ad un massimo di 5-10 mg: le dosi superiori ai 2,5 mg non portano maggiori benefici rispetto a dosi inferiori, almeno nel caso dell'anoressia nervosa.
Risperidone (es. Risperdal, Risperidone ACV): farmaco antipsicotico atipico (neurolettico). Non assumere in concomitanza di demenza: un comportamento simile aumenta il rischio di ictus. La somministrazione di questo farmaco sembra dare discreti risultati, specie per il comportamento ossessivo e ansioso verso il cibo. Il dosaggio va attentamente stabilito dal medico.
Clorpromazina (es. Clorpr C FN, Largactil): antipsicotico e antagonista dopaminergico, utilizzato per trattare la schizofrenia nel contesto di anoressia nervosa. Il farmaco era ampiamente utilizzato in terapia in passato. La dose è assai variabile da soggetto a soggetto; per esempio, in caso di anoressia nervosa associata a psicosi, la dose indicativa è di 25-50 mg, da assumere per via intramuscolare (la dose può aumentare gradualmente nelle iniezioni successive); per trattare l'anoressia nel contesto di manie, la dose consigliata di questo farmaco è 10 mg, da assumere per via orale, 3-4 volte al giorno.
Olanzapina (es. Zyprexa, Zyprexa Velotab, Zypadhera, Zalasta, Olanzapine Mylan, Olanzapina Teva,  Olanzapina Neopharma, Olanzapine apotex, Olanzapine Glenmark Europe , Olazax): antipsicotico atipico utilizzato anche per trattare l'anoressia nervosa, specie nei bambini di età superiore ai 9 anni. Indicativamente, la posologia ottimale per trattare i disturbi dell'anoressia è compresa tra 1,25 mg e 2,5 mg, da assumere per os, una volta al giorno. Le dosi superiori a 2,5 mg non suggeriscono miglioramenti ulteriori. Consultare il medico.

Corticosteroidi:
Prednisolone (es. Solprene, Deltamidrina): indicativamente, la dose raccomandata come coadiuvante del trattamento contro l'anoressia è di 15-30 mg/die. Consultare il medico prima di assumere corticosteroidi; non sospendere di propria iniziativa il trattamento.
Desametasone (es. Decadron, Soldesam): si raccomanda di assumere una dose di farmaco variabile tra 2 e 4 mg al giorno. Consultare il medico.

Terapia ormonale:
Megestrol (es. Megace, Megexia, Gestroltex): per il trattamento dell'anoressia, si raccomanda di assumere il farmaco sottoforma di sospensione orale alla posologia indicativa di 800 mg al giorno. In alternativa, è possibile assumere 625mg/5 ml (formula concentrata) o 800 mg/20 ml. L'aumento di peso derivato dalla somministrazione di questo attivo rappresenta un effetto collaterale (curativo, in questo caso), favorito dall'aumento dell'appetito. Il farmaco è molto utilizzato anche per la cura di alcuni tumori (alla mammella e all'endometrio).

Vitamina D e Calcio (es. Eurocal D3, Calinat, Folanemin): abbiamo visto che il paziente malato di anoressia registra una decalcificazione ossea, di conseguenza, per far fronte a questo problema, la somministrazione di vitamina D e calcio è particolarmente adatta. La dose va stabilita dal medico previa accurata diagnosi del paziente.

Antistaminici: alcuni antistaminici agiscono stimolando l'appetito, aumentando pertanto il peso ponderale di chi li assume.
Ciproeptadina (es. Periactin): agente antiserotoninico, indicato per la cura dell'anoressia nervosa. Si raccomanda di iniziare la terapia con una dose di attivo pari a 2 mg, da assumere per via orale 4 volte al giorno. Per la dose di mantenimento, si raccomanda di aumentare gradualmente la posologia di 8 mg, ogni 3 settimane, da assumere sempre 4 volte al giorno. In genere, l'effetto terapeutico per trattare l'anoressia nervosa si raggiunge entro i 32 mg al giorno. Consultare il medico.

Il supporto di amici e familiari risulta indispensabile per aiutare il malato di anoressia a vincere le proprie paure ed ansie: in questo modo, il malato viene stimolato ad assumere più calorie (almeno 1.500-1.800 Kcal al giorno), comprendendo che il cibo non è un nemico.
Il problema principale è che i malati di anoressia nervosa tendono a non dare peso al loro problema, non rendendosene conto: la mancanza di collaborazione da parte del paziente è un ostacolo pesante, che non sempre è possibile superare.
Di anoressia si muore: i farmaci e le terapie psicologiche sono indispensabili per garantire la sopravvivenza del paziente.



Anoressia nervosa: come si manifesta?

L'Anoressia Nervosa è un disturbo dell'alimentazione che induce al rifiuto assoluto di mantenere l'Indice di Massa Corporea (IMC) al di sopra del minimo normale, a causa dell'alterata percezione del peso e della propria immagine corporea.


In base a quanto citato nel Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali (DSM-IV), la prevalenza dell'Anoressia Nervosa è di gran lunga superiore nei paesi industrializzati nei quali il cibo è abbondante e dove viene enfatizzato il valore della magrezza (specialmente per il sesso femminile). L'Anoressia Nervosa insorge raramente prima della pubertà, ma sembra comunque che, nei casi ad esordio pre-puberale, il caso clinico sia più grave per i disturbi mentali associati.
La prevalenza fra le donne è dello 0,5% e nei maschi è circa un decimo di quella femminile.

I criteri diagnostici per l'Anoressia Nervosa sono:
Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale
Intenso timore di acquistare peso
Presenza di un'alterazione dell'immagine corporea per ciò che riguarda forme e dimensioni corporee
Nel sesso femminile, in epoca post-puberale, vi è amenorrea.

Altre manifestazioni che talora si associano sono:
Disagio nel mangiare in pubblico
Sentimenti di inadeguatezza
Bisogno di tenere sotto controllo l'ambiente circostante
Rigidità mentale
Ridotta spontaneità nei rapporti interpersonali
Perfezionismo
Repressione dell'iniziativa e dell'espressività emotiva.

In base alla presenza o meno di regolari abbuffate o di condotte di eliminazione, l'Anoressia Nervosa si differenzia nei seguenti sottotipi:
Anoressia Nervosa con restrizioni: dieta, digiuno ed attività fisica
Anoressia Nervosa con Abbuffate/Condotte di Eliminazione:  regolari abbuffate e condotte di eliminazione (vomito autoindotto, lassativi, diuretici o enteroclismi).

Grazie alla comprensione dei criteri diagnostici è possibile tracciare un profilo (seppur approssimativo) dell'anoressica o dell'anoressico; la capacità di riconoscere (più o meno dettagliatamente) tali comportamenti ed atteggiamenti può essere di fondamentale importanza nella diagnosi precoce, in quanto fattore determinante nella prevenzione della cronicizzazione, e per la cura dell'Anoressia Nervosa.

Innanzi tutto, il soggetto anoressico presenta un peso ed un Indice di Massa Corporea al di sotto della soglia di normalità (IMC<18,5). L'evidenza o meno di questo aspetto dipende soprattutto da due fattori: tempo e gravità della malattia, capacità di nascondere la propria magrezza. E' frequente che l'anoressica/o ricorra ad  alcuni espedienti per nascondere la propria condizione; tra di essi, i più frequenti sono: vestirsi con abiti larghi che nascondano la magrezza, evitare di mangiare in pubblico e mentire sulle proprie abitudini alimentari. Inoltre è frequente che l'anoressica/o camuffi la pratica eccessiva di attività fisica assumendo un atteggiamento di marcato “salutismo”; tra gli anoressici è frequente ricorrere a metodi di compenso quali vomito auto-indotto, lassativi, diuretici o enteroclismi qualora non sia possibile evitare di alimentarsi normalmente. Tutto ciò si può associare ad un distacco dalle amicizie e dai legami familiari a causa di  un marcato senso di inadeguatezza. Spesso è possibile riconoscere la tendenza dell'anoressica/o ad acquisire livelli eccessivi di attenzione nei confronti delle persone e dell'ambiente circostante, mentre nel settore lavorativo e/o scolastico si distinguono per la ricerca assidua di risultati eccelsi rinnegando completamente la possibilità di fallire nell'intento.
Nella fase iniziale della malattia, propriamente definita Luna di Miele, l'anoressica/o appare euforica, felice e spensierata; è una condizione transitoria che spesso forvia totalmente i primi sospetti di disturbo alimentare. Al momento della diagnosi o della ricerca dei sintomi, emerge una inconfutabile distorsione del proprio corpo, delle proprie forme e del proprio peso, evidenziando una discrepanza assoluta tra la condizione corporea reale e quella percepita. L'alimentazione viene vissuta come una pratica terrificante, un nemico da combattere con QUALUNQUE MEZZO: da qui la distinzione tra Anoressia Nervosa con restrizioni, che prevede dieta, digiuno ed attività fisica, e Anoressia Nervosa con abbuffate e condotte di eliminazione (purging).

L'Anoressia Nervosa è un grave disturbo psichiatrico che necessita l'intervento multidisciplinare (psicologo o psichiatra - internista - dietista o nutrizionista) di un centro ospedaliero specializzato; purtroppo, un grosso limite alla presa in carico ed alla cura degli anoressici è rappresentato proprio dalla loro negazione e dal ripudio nei confronti della terapia stessa. Tuttavia, il riconoscimento precoce del disagio corporeo rappresenta un importante campanello d'allarme (nonché primo sintomo e fattore di rischio) per il sospetto di un DCA.
L'informazione collettiva e la divulgazione dei sintomi tipici sono senz'altro un fattore determinante nella prevenzione dell'Anoressia Nervosa.






Modelle e Anoressia

Essere modelle, non vuol dire non mangiare !!


MODELLA SI ? ANORESSICA NO !!
Di Benedetta Vannacci

Andando in giro per Milano, soprattutto nella settimana della moda, non ? difficile imbattersi in qualche ?modella?.
Le riconosci subito perch? in pratica sono tutte uguali: alte, lunghe, dinoccolate e sicuramente magre.
Da vera fitness addicted non ho potuto far a meno di notare come per? i loro corpi siano per niente tonici e sodi anzi ... io mi aspettavo glutei scultorei e gambe tornite invece ...
Allora la domanda mi ? sorta spontanea: com'? possibile che chi fa questo per mestiere non si ponga il problema ?
Le modelle professioniste si sottopongono a casting, prove, shooting e cos? via: perch? allora questa non-forma ?
La risposta ? molto semplice.
I prolungati digiuni ai quali si sottopongono non portano che ad una distruzione della massa magra rendendo cos? atoni muscoli e tessuti;
rimane invece intatta la massa grassa.
Il risultato ? che non si ? dimagrite ma ci si ? cannibalizzate ed il corpo diventa quindi molle come un budino.
Un professionista del fitness potr? sicuramente confermare ci? che dico.
Questo non riguarda solo il mondo della moda ma anche chi si sottopone a diete selvaggie.
Mi sembra paradossale per? che chi dovrebbe fare del business con la propria immagine cada in un'ingenuit? tale ed ? per questo che sottolineo l'assurdit? di tale meccanismo in questo ambiente.
Per essere davvero magre bisogna nutrirsi e allenarsi con criterio.
Non basta smettere di mangiare: sarebbe troppo facile.
Per perdere adipe, e non solo peso, ci vuole un'alimentazione calibrata incrociata con un allenamento efficacie.
Nello specifico: pesi.
Penserete che io mi sia sbagliata, che abbia scritto male ma non ? cos?.
Per dimagrire veramente bisogna impegnarsi in sala pesi in modo da alzare il metabolismo.
E? questo che dovrebbero sapere le aspiranti modelle.
Cos? salvaguarderebbero la salute e la tanto agognata linea.
Ma i luoghi comuni in questo ambito portano solo a prolungati digiuni e a estenuanti sessioni d'aerobica.
Queste ragazze pensano che non sia possibile altrimenti.
Ma non ? cos? e ci? loro non lo sanno.
Per essere quello che vorrebbero e risultare competitive, la strada c'? ed ? sicuramente meno autodistruttiva e pi? efficacie.
Ci avete fatto caso che le vere top (Naomi per tutte) hanno un tono muscolare degno di un atleta ?
Loro sanno che non possono permettersi di non mangiare.
Sanno che non possono permettersi di fare le anoressiche.
L'incantevole Heidy Klum si sottopone a tre mesi di sala pesi prima di una sfilata di Victoria secrets.
Ci tengo a precisare che queste mie considerazioni non fanno riferimento al problema della magrezza esasperata: la mia non ? una critica contro una fisicit? esile ma la ricostruzione di una verit? oggettiva.
Sicuramente vedere associate le parole ?magrezza e moda? pu? far venire in mente un problema come l'anoressia ma non ? mia intenzione riferirmi in questa sede alla magro patologica ma al magro in quanto luogo comune.
L'anoressia ? una malattia di origine psicologica e organica e la si sminuirebbe riconducendola ad una vera voglia di perdere peso che sfocia in tentativi assurdi solo perch? non supportata da strumenti realmente validi...
Le sue origini sono pi? complesse e non avrebbe senso discutere su come sia meglio raggiungere una certa forma riferendosi a questa terribile malattia;
ho tante amiche anoressiche che non vogliono fare le modelle e ho tante amiche modelle che non sono anoressiche indi per cui...





Anoressia: un tunnel appena sfiorato

L'anoressia (dal greco ανορεξία: anorexía, comp. di an- priv. e órexis: 'appetito'), è scientificamente definita come la mancanza o la riduzione volontaria dell'appetito, così come la  bulimia (dal greco boulimía, comp. di bôus 'bue' e limós 'fame'; propr. 'fame da bue') risulta consistere nel disturbo opposto, ossia  un bisogno compulsivo di assumere spropositate quantità di cibo, spesso eliminate tramite il vomito autoindotto.


Definizioni scientifiche. Terminologia tecnico-medica. Parole, spesso troppo fredde, formali, semplicistiche per spiegare invece quello che è divenuto, negli anni, un vero e proprio disagio tunnel anoressiasociale, un fenomeno di vastissima portata e diffusione, soprattutto nella popolazione adolescente e giovanile. Entrambe le patologie (o disturbi alimentari) mettono a nudo una realtà di cui si parla ancora in modo troppo distaccato, e soprattutto mettono a nudo un corpo, il corpo non accettato, martoriato, fustigato, denutrito o nutrito eccessivamente, ma comunque punito. Sia che ci si riduca ad uno scheletro ambulante, sia che si arrivi ad alti livelli di obesità o ci si rovini anche i denti nel continuo vomitare, la questione di fondo, il vero problema è uno stato di disagio interiore, una vera e propria sofferenza psicologica. I motivi possono esser molti, stress emotivo, delusione d'amore, psicopatologie legate a difficoltà nell'infanzia o nell'adolescenza, sia famigliari che esterne... Ma c'è un grande, inarrestabile 'mostro' che incombe, minaccia e fagocita migliaia di ragazzine e, sorprendentemente, anche tantissimi ragazzi: i mass-media.
La tv, i giornali, le riviste, persino i libri, internet... ovunque si assiste all'ostentazione di fisici perfetti, magri, spesso magrissimi, fotomodelle e fotomodelli che si perdono in abiti dalle taglie microscopiche, tutti sempre  costantemente sotto i riflettori, sulle foto, accanto a grandi divi, in posti di villeggiatura. Ricchi, sorridenti. O per lo meno apparentemente.
Non voglio dilungarmi eccessivamente su cosa siano l'anoressia e la bulimia, ma vorrei piuttosto approfittare di questo spazio concessomi nel grande universo di Internet per esporre la mia esperienza personale, il mio approccio, seppur fortunatamente breve, con queste due tremende 'piaghe' sociali, come le definirei.
Avevo 16 anni, ero il capitano di una squadra di pallavolo, facevo agonismo già da qualche anno e seppure per me, allora, esistessero solo il campo e la palla, ad un certo punto decisi di dover cambiare qualcosa. Ero alta pressappoco già 1,69cm, il mio peso oscillava intorno ai 56 kg. Un peso-forma, per l'età e per la statura. Tuttavia, non ricordo bene perché, improvvisamente cominciai a vedermi troppo 'grassa'. Ci tengo a puntualizzare che allora non avevo ancora fatto la mia conoscenza con la sala pesi e la mia struttura muscolare non era di certo quella attuale. Avevo gambe molto esili, una vita stretta, spalle non molto larghe; insomma, vantavo un fisico 'atletico' ma magro. Si, magro. Eppure... mi vedevo grossa, grassa, volevo dimagrire, entrare in taglie di jeans più piccole come una 40. Cominciai così con l'escludere inizialmente gli alimenti che ritenevo più 'pericolosi' e colpevoli della mia presunta 'grassezza' come dolci, biscotti, gelati ecc... per poi passare anche alla pasta, pane, frutta, carne, persino verdura... insomma, di tutto molto meno rispetto a prima. Nel giro di qualche mese i 'tagli' all'alimentazione (che tra l'altro era piuttosto equilibrata, a casa mia si è sempre fatta molta attenzione a ciò che si mangia) crebbero sempre più, fin quando cominciai, con mia grande soddisfazione, a notare i risultati dell'incosciente battaglia contro qualcosa che non esisteva assolutamente sul mio corpo di adolescente: il grasso, 'la ciccia'. Ancora più entusiasta fui nel raggiungere i 51 kg di peso, fino a sfiorare i 50kg. Voglio sottolineare che quei 50kg guadagnati privandomi di qualsiasi alimento, senza alcun criterio, dato che ancora non mi interessavo di alimentazione e non ne potevo sapere più di quel che propugnano le riviste di diete 'fai da te' erano assolutamente insufficienti per una studentessa liceale che si impegnava moltissimo nello studio e che praticamente si allenava più di un'ora al giorno tra allenamenti di pallavolo, partite, mountain bike e corse all'aperto. Ero e sono tutt'ora una persona molto dinamica, dal regime di vita molto intenso, dal punto di vista sia fisico che psichico.

Tutto procedeva come pianificato e dalla drastica riduzione del cibo al vomito auto-indotto il passo fu breve. Quando cominciai a soffrire anche di attacchi bulimici, ingerendo praticamente tutti gli alimenti più calorici, dolci, grassi che trovassi nelle dispense, il senso di colpa che mi assaliva immediatamente dopo mi induceva a rinchiudermi in bagno e a provocarmi una specie di vomito 'selettivo' (cercavo di vomitare soltanto quel che ritenevo 'di più', come il pezzo di pizza che avrei potuto evitare o il dolce a fine pranzo o dopo cena). Naturalmente, dopo breve tempo, il vomito non fu più selettivo, ma totale... Fortunatamente non scesi sotto i 51kg, ma i capelli cominciarono ad indebolirsi e a cadere, ebbi le prime avvisaglie di una lieve anemia ma soprattutto cominciai a perdere forze ed energie. Ciò che mi salvò trascinandomi indietro da quel tunnel maledetto che avevo imboccato per mia scelta, senza conoscerne il vero motivo neanche oggi, fu la mia più grande passione: la pallavolo, lo sport.

 








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