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DIAGNOSI,FARMACI E TRATTAMENTO

PSICHIATRIA INFANTILE > DISTURBO DA DEFICIT D'ATTENZIONE



Terapia Psicologica ADHD

Comprensione ed Intervento
I bambini caratterizzati da questa diagnosi incontrano spesso degli ostacoli in aree importanti dello sviluppo come l'apprendimento, il controllo dell'aggressività, le relazioni sociali. Le caratteristiche associate possono includere scarsa tolleranza alla frustrazione, accessi d'ira, prepotenza, caparbietà, eccessiva e frequente insistenza sul fatto che le richieste siano soddisfatte, labilità dell'umore, scarsa autostima.
La presenza di problemi scolastici è una caratteristica spesso centrale di questo disturbo, dal momento che sono presenti comportamenti disturbanti e distruttivi in classe, che interferiscono con l'apprendimento, così i risultati scolastici risultano spesso compromessi e svalorizzati, e comportano conflitti con la famiglia e nell'ambito scolastico.
Il rifiuto dei pari rappresenta una delle caratteristiche più associate e più frequentemente riscontrate anche quando non c'è aggressività, determinato da un comportamento invadente e dalla difficoltà a rispettare il proprio ruolo e il proprio turno nel gioco.
Le relazioni familiari sono spesso caratterizzate da risentimento e antagonismo, specie perchè la variabilità del quadro sintomatologico porta spesso i genitori a credere che tutto il comportamento inopportuno sia volontario.
Una corretta diagnosi può avvenire solo in seguito ad una valutazione clinica approfondita ed accurata, per poter parlare di disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) non solo i sintomi devono essere gravi, ma devono essere presenti in più ambienti di vita contemporaneamente e soprattutto interferire in modo significativo nelle attività quotidiane del bambino a scuola, a casa, con gli amici e quando è da solo, inoltre i sintomi devono aver avuto inizio prima dei sette anni di età.
L'intervento psicologico, secondo l'approccio della psicologia emotocognitiva, è centrato sull'ambiente di vita del bambino (aspetto psico-sociale), sia familiare che scolastico, apportando modifiche che rispondano alle necessità del bambino e che gli permettano di sviluppare risorse personali e strategie per superare e risolvere le problematiche legate al disturbo.

L'intervento psicologico è un intervento NON farmacologico. L'uso di psicofarmaci in generale, ma soprattutto nei bambini, non è una questione da prendere con leggerezza. Oggi gli interventi psicologici sono efficaci. L'assunzione di farmaci nei casi in cui è possibile deve essere minima soprattutto quando non sono ancora controllabili le conseguenze del farmaco a lungo termine.

La psicologia emotocognitiva ha oggi elaborato nuove forme terapeutiche attraverso l'uso del colloquio psicologico che agiscono sul bambino indirettamente, fornendo tecniche e strategie di comunicazione e comportamento ai genitori al fine di modificare gli atteggiamenti disfunzionali di approccio al bambino con diagnosi di iperattività.


FONTE: a cura della Dott.ssa Letizia Maduli - 2008
Gruppo SRM Psicologia
centro per gli interventi in psicologia dell'età evolutiva, dell'adolescenza e psicologia della famiglia
dipartimento di psicologia e psicopatologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione e dell'orientamento


ATTENZIONE!!! EVENTUALI DECISIONI CHE DOVESSERO ESSERE PRESE DAI LETTORI, SULLA BASE DEI DATI E DELLE INFORMAZIONI QUI FORNITI SONO ASSUNTE IN PIENA AUTONOMIA DECISIONALE E A LORO RISCHIO. LE INFORMAZIONI QUI RIPORTATE HANNO CARATTERE PURAMENTE DIVULGATIVO E ORIENTATIVO; NON SOSTITUISCONO LA CONSULENZA MEDICA.

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