DISCINESIA TARDIVA E ACATISIA TARDIVA - Nessuno è perfetto:Malattie e Disturbi Mentali

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DISCINESIA TARDIVA E ACATISIA TARDIVA

MALATTIE E DISTURBI MENTALI > PSICOFARMACI


La discinesia tardiva è una sindrome che consiste in movimenti involontari anomali, ripetitivi e stereotipati, causati dall’esposizione cronica ai bloccanti dei recettori dopaminergici (in genere antipsicotici e farmaci quali l’aloperidolo, la proclorperazina e il metoclopramide). La discinesia interessa tipicamente i movimenti della lingua e della masticazione, con schioccamenti delle labbra. La causa è da correlarsi a una ipersensibilità dei recettori dopaminergici. La prevalenza aumenta con l’età e il disturbo è più frequente nelle donne anziane. L’incidenza nell’anziano è circa quattro volte più alta che nei giovani adulti. Dosi elevate di farmaci e il trattamento prolungato aumentano la probabilità della discinesia tardiva. I sintomi iniziano caratteristicamente durante il trattamento farmacologico e possono essere soggetti a peggioramenti se si riduce o si sospende il farmaco. Reintrodurre il farmaco può alleviare il sintomi.

L'acatisia tardiva è una sensazione di irrequietezza motoria o un’incapacità a rimanere fermi. Questo stato soggettivo provoca spesso movimenti ripetuti. È causata, generalmente, da farmaci, specie gli antipsicotici. Le manifestazioni tipiche sono lo strofinare e il colpire ripetutamente parti del corpo, incrociare e sciogliere le braccia e le gambe, togliersi peli immaginari dai vestiti, camminare, battere il passo, altalenare con le gambe, sbadigliare, brontolare o gridare. Il disturbo viene confuso di frequente con l'agitazione e, pertanto, il medico è indotto ad aumentare il dosaggio del farmaco che è causa del disturbo.


Trattamento
Il trattamento comprende, se possibile, la sospensione del farmaco che causa il disturbo. La discinesia orobuccale, se di notevole entità, potrà essere trattata mediante la reserpina (0,25 mg/die, aumentata gradualmente a 1-5 mg/die), sebbene la risposta non sempre sia soddisfacente. Altri farmaci sono la tetrabenazina (12,5 mg/die, gradualmente aumentata a 75-150 mg/die) o la clozapina (6,25 mg/die, gradualmente aumentata a 25-75 mg/die), sebbene la clozapina possa provocare agranulocitosi. Inoltre, possono essere utili gli oppioidi, il propranololo e le benzodiazepine.


 








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