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IL D.S.M E LA RESIDENZIALITÁ

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Il DSM e la Residenzialità



  • Le riflessioni nate dalle esperienze degli ultimi anni hanno sviluppato fra gli operatori del DSM il concetto che residenzialità va intesa come una "funzione" che integra esigenze di tipo riabilitativo ed esigenze di tipo socio-assistenziale.
  • É stato necessario differenziare questi due aspetti, pur considerandoli entrambi importanti.

Tra i fattori cruciali per il funzionamento del "sistema residenzialità" vi sono:
a)la centralità del progetto terapeutico riabilitativo basato sui bisogni e le caratteristiche specifiche del paziente;
b)la disponibilità di forme diversificate e flessibili di residenzialità in ambito sanitario e non sanitario, anche con risorse diverse dalle strutture residenziali.

  • L'obbiettivo da perseguire è lo sviluppo di una psichiatria di comunità che operi in un contesto ricco di risorse e di oferte, in un territorio concepito come un'insieme funzionale ampio, non rigidamente delimitato, con la possibilità di integrare diversi servizi, sanitari e sociali, pubblici, e del privato sociale e di collaborare con la rete informale presente, in una reale apertura alla società civile.
  • Nello specifico di base alle caratteristiche dei pazienti sono state individuate tre aree principali:


Area Riabilitativa
Comunità Riabilitativa Alta assistenza (CRA)

L'area riabilitativa comprende i programmi residenziali di carattere specificamente riabilitativo. In ambito residenziale essi rientrano tra i progetti terapeutico-riabilitativi a termine e sono quindi di esclusiva competenza sanitaria. Tali programmi sono funzionali al piano di trattamento individuale complessivo.

Area Assistenziale
Comunità Protetta Alta assistenza (CPA)
Casa Alloggio - Gruppo appartamenti (G.APP).

L'area assistenziale comprende i programmi residenziali che non necessitano di interventi riabilitativi erogati in modo intensivo e specifico e che invece richiedono gradi diversi di misure assistenziali, secondo progetti valutati individualmente dove la competenza sanitaria è prevalente ma non esclusiva.

Area Sociale
Casa Famiglia, villaggio accoglienza

L'area sociale comprende i programmi individuali di trattamento che non hanno il loro fulcro nella struttura residenziale, ma che per essere attuati necessitano dell'appoggio di una soluzione abitativa adeguata per il soggetto assistito. Tali proposte abitative possono essere di tipologia molto variabile e necessitano di una collaborazione con realtà sociali presenti nel territorio.

Attualmente il DSM in collaborazione con la Fondazione Isparo e con il Comune di Rovato stà sviluppando due progetti di gruppo appartamenti a bassa protezione.

Casa di Alice di Adro
Il progetto nasce in collaborazione con la Fondazione Maselli Dandolo di Adro e ha come scopo la realizzazione di una casa famiglia (con annesso un monolocale) nella quale vivranno 6 persone.
Casa famiglia intesa come un'ambiente accoglente, all'interno del quale si possono sperimentare, instaurare e mantenere relazioni significative fra gli abitanti.
Valorizzazione, quindi, dell'individualità, delle caratteristiche, delle potenzialità e dei limiti di ciascuno nel rispetto di una vita collettiva a connotazione familiare, con l'intento di promuovere lo svilppo di un sentimento di appartenenza ad un nucleo familiare intimo che si protagga nel tempo.
Casa di Alice nasce per offrire un'opportunità di residenzialità alternativa dopo la comunità protetta che metta in risalto la dignità personale e sociale di ognuno.

Casa Cantù di Rovato

Il progetto CASA CANTÚ prevede il recupero completo di un importante patrimonio locale. la palazzina Cesare Cantù a Rovato di propietà del comune.
La cooperativa sociale ISPARO si occuperà di ricomporre il fabbricato che da rudere ritornerà a rigenerare la tipologia della palazzina. Tuttavia l'area adiacente, ora ridotta a boscaglia, tornerà a riproporre la dolcezza dei suoi terrazzamenti coltivati con viti e ulivi. La parte residenziale della Palazzina sarà la sede del villaggio d'accoglienza con spazi comuni e locali da destinare a pazienti psichiatrici autonomi.
Il villaggio sarà inoltre sede di alcune associazioni del territorio e sede di un museo che racconterà la storia di Cesare Cantù e della casa in un periodo specifico, quello della seconda metà dell'ottocento, ancor oggi cosi contestuale e strategico per la storia di Rovato.










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