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L'ASSOCIAZIONE E IL D.S.M > AREA A.N.è.P
Perle di saggezza di giovedì 24 novembre 2011.
Unico punto di riferimento di oggi è Padre Renzo che ben volentieri tiene viva la conversazione allo sparuto gruppo. Ricorda che ha trascorso un periodo lontano da noi perché impegnato in attività inerenti alla sua funzione presso il convento generale di Vicenza ed inoltre ha avuto occasione di visitare i meravigliosi panorami di Pietralta presso Bolzano. Ha avuto al ritorno svariati contatti con soci odiernamente assenti per consigli e sinceri convenevoli.
Per quanto riguardano gli eventi inerenti al Convento dell'Annunciata di Montorfano l'8 dicembre in località Calino presso Cazzago S/M Mauro Occhionero terrà un percorso su testi mariani con tonalità di carattere ebraico. L'ultimo dell'anno è dedicato alla Marcia della pace ed il Tavolo della pace di Coccaglio organizzerà una marcia Rovato-Castegnato per spingere ad accettare i modi di vivere più diversi. Vengono ricordati i “ministri” che risiedono al Convento dell'Annunciata ed i vari collaboratori. Ad un certo punto una partecipante si chiede perché Dio non blocca il male di questo mondo, l'uomo si distrugge da solo, è sempre lui con il progresso che è responsabile dei suoi mali. Oggi vive la società dell'interesse, aggiunge un altro. E bisogna notare che si dà troppa libertà ai giovani oggigiorno e c'è molta solitudine e se più famiglie si incontrassero ci sarebbe più solidarietà. I problemi nella scuola sussistono senza porre rimedio a questa situazione, sono vecchi e nuovi. Nelle famiglie ci sono accordi labili; il matrimonio per molte situazioni è l'unico rimedio per creare un clima di responsabilità: la verità del rapporto reciproco come afferma il mondo cristiano..
La Sala Nuova di Rovato vede la luce come struttura comune, è stata ristrutturata a dovere e presto aprirà la sua attività. Artefice nel passato di apertura al pubblico fu Padre Zenocchini che fece tanto bene a Rovato e se ne riserba il ricordo ancora vivo in alcuni partecipanti. Fu il mediatore tra le strutture militari che durante la guerra facevano sostare treni carichi di munizioni nella stazione della cittadina con grande pericolo per l'intera comunità sottoposta ai bombardamenti di tutte le fazioni tra loro ostili. Grande fu il suo impegno per la costruzione di uno stabilimento della CGE.
Enrico.
“Perle di saggezza di giovedì 24 marzo 2011”
Si inizia l'interessante "assemblea" con la riflessione che alcuni di noi ha visto il primo ritorno delle rondini.
Il Convento dell'Annunciata sta realizzando in questo periodo una serie di incontri, diretti ogni volta da un esperto religioso, che il volantino a noi allegato cita con il titolo "Alla ricerca dell'uomo, percorsi antropologici sulla marginalità – Il centro è altrove – Il viaggio". Particolare sviluppo alla questione viene dato da il professore che consiglia il sistema dell'autobiografia indirizzata particolarmente a sé stessi, non come scritto da pubblicare, un diario intimo come materiale per conoscersi ed imparare ad ascoltarsi andando propriamente a ritroso nel tempo, in silenzio, per ritrovare la propria pace. Camminare, viaggiare senza ricercare, fare al contrario del pellegrinaggio indicato particolarmente al trovare qualcosa di definito. Qui si invoca il cammino mattutino affinché si riaprano i sensi al nuovo giorno: l'andare, il salire, il "percorrere" per incontrare sé stessi, ascoltandoci e nient'altro. Per noi della zona andare a piedi al Monte è una particolare preparazione in relazione alla realtà che ci viene incontro anche se il tempo scorre anche per noi inesorabile. Nella storia abbiamo dei grandi nomi della pace che furono grandi camminatori: Goethe e Beethoven, per esempio. Oggi purtroppo non c'è più la possibilità di godere della natura. Vivere in città può essere, ed anche è, bello col vedere le grandi architetture sacre e nobiliari o i più famosi resti storici ma a lungo andare la natura ha sempre il sopravvento e ci fa scoprire che appunto il tempo inesorablmente se ne va. L'uomo con l'avvicinarsi della fine scopre che la natura lancia il suo richiamo. Molti sentono il bisogno di vivere un po' del proprio tempo tra la gente, in compagnia, ed in questo modo trova una parte di sé stesso con il confronto. Nel cammino serve fermarsi ogni tanto a prendere fiato, ciò ci porta a considerare noi stessi verificando fino a che punto della vita siamo giunti.
Per giovedì 7 aprile viene fatta un'interessante proposta cioè che tutti i partecipanti all'appuntamento possano trovarsi un angolo di pace negli orti del Convento dell'Annunciata, ritrovandoci soli per allontanarci dal mondo di tutti i giorni che tanto ci attanaglia con i suoi problemi. Saremo grati alle autorità del Convento se la nostra proposta verrà umilmente accettata.
Da un nostro amico viene ricordato che il 25 marzo è la festa dell'Annunciazione a cui è proprio dedicato il Convento del Montorfano e tutti sono invitati alla celebrazione.
Enrico.
“Perle di saggezza di giovedì 24 febbraio 2011”
Padre Renzo inizia con l'auspicare che si facciano più percorsi di riflessione dove si prediliga lo scegliere del “raccontare” che non il perdersi in discorsi “filosofici” per verificare l'attualità della vita comune. Un esempio è la proposta del Tavolo della Pace che invoca l'affermazione “Silenzio: parla la Costituzione”: un cerchio di riflessione intima che lascia spazio solo alle parole dei cartelli che ognuno dei partecipanti al raduno porta per affermare l'intimo pensiero della sua esperienza. Le parole vanno misurate per realizzare una coscienza riflessiva su ciò che si può fare veramente oggigiorno.
Una nostra socia ci racconta della sua esperienza nella “Giornata della donna” svoltasi a Milano dove, in mezzo non solo a moltissime donne, uomini donavano la loro solidarietà contro l'esposizione continua delle donne nei “media” dando una concezione sbagliata del loro ruolo sociale. Si parla dell'intervento a Roma di suor Eugenia Bonetti sul palco degli oratori per la stessa manifestazione: se ne dà una breve digressione del suo discorso dove critica il valore estetico che si dà alla donna mentre ne esalta i valori spirituali materni in una società che richiede sempre più responsabilità.
Il problema delle fonti di energia hanno messo in secondo piano i fatti tragici che accadono in questi ultimi giorni in Libia: i problemi che suscitano questi eventi è quello di chi fermerà tutto questo atroce dilemma. Cosa possiamo fare criticamente per dare un segno materiale a simile situazione? Siamo senz'altro sempre più consapevoli della necessità di questo doversi fermare. Certo la politica interverrà per risolvere la problematica di base ma noi individui cosa possiamo fare? Le proposte sono le più svariate ma anche aleatorie. C'è chi dice che chi si allontana dalle cose spirituali della Bibbia non vedrà altro che disperazione: la preghiera è il mezzo più immediato come incontro di Dio con l'uomo per risvegliare le nostre affrante coscienze. Anche un minuto di silenzio da assumere tutti assieme è da considerare come monito per riflettere e su come impedire la tragicità di simili fatti.
La prima domenica d'aprile ci sarà la Marcia della Pace Ome-Gussago di 15 chilometri. Pure interessante da considerare la lettera del vescovo di Brescia sugli emigranti affinché vengano anche a loro estesi gli stessi diritti dei nostri lavoratori, di essere messi in regola, e se possibile fare in modo che chi nasce in Italia acquisti di diritto la cittadinanza del nostro paese.
Enrico.
Perle di saggezza di giovedì 13 gennaio 2011.
Oggi partecipa straordinariamente alla riunione Padre Renzo che ricorda con simpatia il pranzo del 25 dicembre 2010 come esempio di socializzazione: ha trovato al C.P.S. un'atmosfera proprio devota per il periodo di consumismo a cui siamo abituati dalla consueta allegria. Il sacerdote inoltre parla del pane che ha trovato in un negozio particolare, di tipo pugliese, che ha portato con soddisfazione in Associazione per proporre una sua composizione che legge come testo di “gratitudine” nei confronti di questo cibo e propriamente si sofferma sul “Padre nostro” di cui Gesù stesso ne cita la quotidiana importanza. Si dà quindi lettura del testo con la massima attenzione dei presenti che ne condividono i significati. E' proprio la condivisione del senso che si cerca in questo frangente. E' apertura alle attività della fatica, amore, gratitudine e devozione. Chi viene in possesso di questo prodotto dell'opera dell'uomo si sforza di conservarlo e utilizzarlo con grande attenzione e minimo dispendio. Qualcuno, quando lo avanza stantio, lo porta agli animali che lo apprezzano particolarmente come dono dell'uomo. Colombi, gabbiani, galline, ecc. In guerra c'è chi ha visto l'importanza preziosa del pane. C'è chi ricorda il periodo delle tessere annonarie ed il suo razionamento. Che sacrifici sono stati fatti! Questo prodotto del lavoro dell'uomo veniva accompagnato alla frutta, alla cioccolata, allo zucchero, al burro e perfino all'olio. Chi ha sofferto il periodo della guerra ha capito l'importanza di questo cibo.
Enrico.
FRATI SERVI DI MARIA
CONVENTO DELL’ANNUNCIATA
25038 ROVATO (BRESCIA)
TELEFONO: 030.7721377 FAX: 030.7703360
Davanti al pane con stupore e gratitudine
Il pane condensa le energie del cielo e della terra,
la fatica e l’amore di infiniti uomini e donne.
Contempliamolo con viva gratitudine.
Il pane è dono per il nostro pellegrinaggio
verso il futuro che ci viene incontro.
Accogliamolo con premurosa solidarietà.
Il pane si fa dono e non chiede chi siamo,
a quale fede e cultura apparteniamo.
Riceviamolo con lieto stupore.
Il pane è cercato e apprezzato da chi ha fame
e,metabolizzato, diventa energia di vita.
Prendiamolo con intensa devozione.
Il pane è impastato di lacrime e di amore
e lavorato da innumerevoli e anonime mani.
Ascoltiamolo con cordiale responsabilità.
Il pane è parola saporosa
che ci educa a fare della nostra vita
un segno di comunione e di condivisione.
Mangiamolo con gioiosa consapevolezza.
Il pane è silente eco di un altro pane,
quello di Cristo che rivela a noi,
ospiti su questa terra,
che non di solo pane si vive,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
E’ lui il nostro com-pagno!
Fra Renzo – Rovato 11.01.2011
Perle di saggezza di giovedì 16 dicembre 2010.
Con la presenza di Padre Renzo raggiungiamo le 15 presenze.
Padre Renzo ha a cuore due argomenti da trattare con noi: il primo riguarda la sintesi di un libro di Salvatore Natoli sulle risorse spirituali dedicate a “Sul Monte”, prospettive che illustrano l'attività del Montorfano, più precisamente del Convento dell'Annunciata in rapporto al Tavolo della Pace. Pertanto una ricerca preferenziale sulla “Perla preziosa” che riguarda le relazioni e la cura delle opinioni altrui per un obiettivo comune che tessa una rete di interessi reciproci per ottemperare alle singole esigenze spirituali di Pace e condivisione. La presa di cura di sé stessi e dell'”altro” portano appresso un'amicizia tramite il corpo che subisce questo rapporto di chiusura e nello stesso tempo di apertura, punto saliente della “Perla”.
Le opinioni: bisogna trovare le persone adatte – con la preghiera si effettua un'apertura reciproca – non sempre è l'altro a farsi partecipe di condivisione – è necessario instaurare un non facile rapporto di fiducia – non bisogna aspettarsi molto dagli altri – la condivisione è una realtà che ti porta alla comprensione – è importante l'apertura in Associazione – spesso ci si richiude nella non comprensione.
Il secondo argomento tratta la storia della Bandiera della Pace su cui non ci dilunghiamo dato che il nostro “Padre spirituale” ci fornisce di un allegato esauriente che noi uniremo alla presente relazione. Si sottolinea che l'arcobaleno dei colori della bandiera deriva da quello del grande Diluvio: la Pace è l'uomo che riprende a vivere. Tuttavia bisogna essere un po' critici verso questo simbolo multicolore: non tutti lo comprendono come emblema. A Rovato il mese prossimo si terrà un'ora di silenzio per recuperare proprio il senso della parola, che sia veramente sinonimo di Pace.
Enrico (con la collaborazione di Francesca).
Perle di saggezza di giovedì 16 settembre 2010.
Come concordato nella precedente riunione ci troviamo al C.P.S. per poi salire al convento dell'Annunciata. Qui ci accoglie padre Renzo, frate dei servi di Maria.
Dopo aver depositato nel refettorio torte e biscotti per il successivo momento di merenda conviviale, padre Renzo ci accompagna in visita nelle stanze e nei saloni del convento, nel chiostro, nella cripta, luogo quest'ultimo di preghiera e meditazione, ma anche di drammatizzazione di opere teatrali o di incontri a tema (prossimamente ad esempio ne è previsto uno sul linguaggio del corpo). Il convento inoltre, ci informa padre Renzo, ha recentemente ospitato musicisti della rassegna “Acoustic Franciacorta”, con notevole successo di pubblico. Alla fine del mese di settembre partirà invece il percorso antropologico “L'arte di vivere”, con una serie di incontri sui temi dell'amore e dell'odio.
Il convento viene edificato attorno al 1450, mentre la presenza dei frati che attualmente vi risiedono risale al 1965. Un'ala di recente costruzione del convento sarà dedicata in parte all'ospitalità di pellegrini in cerca di pace e meditazione, in parte ad una struttura di assistenza a persone con disagio sociale.
Tra le sale del convento troviamo anche una piccola mostra fotografica curata da Marini relativa ai simboli presenti nel convento: la chimera, la stella a otto punte, il giglio ed altri.
Tra un ambiente e l'altro usciamo anche all'aperto su terrazze e piccoli cortili che si affacciano sui comuni limitrofi di cui ammiriamo le vedute, a partire da Rovato, in cui individuiamo ben presto il complesso del C.P.S., fino a Coccaglio, Cologne, Chiari, Erbusco.
Completata la visita ci ritroviamo in refettorio, dove la nostra Vice-presidente ci legge la lettera di condoglianze e solidarietà che si è deciso di mandare a nome dell'associazione una volontaria del gruppo, recentemente vittima della tragica scomparsa del fidanzato, e subito un'altra volontaria legge ciò che il cuore le ha suggerito per far sentire la propria vicinanza alla giovane.
Pian piano l'atmosfera si stempera e ci ritroviamo in un momento di libera convivialità tra torta e caffè.
Infine padre Renzo ci mostra una scultura di Federico Severino raffigurante la Madonna in piedi che sostiene Cristo davanti a sé nelle mani insieme crocifisse. L'opera comunica particolare pathos sia per la posizione della testa della madonna protesa verso l'alto sia per il suo sguardo di dolorosa tensione che pare tuttavia preludere ad un sereno scioglimento nelle braccia della fede e del Redentore. Lo spirito di doloroso sacrificio della vergine è inoltre sottolineato dalla posizione del corpo di Cristo incavato quasi all'interno del corpo femminile. La scultura esprime dolore e sofferenza, ma anche speranza, in quella testa e in quello sguardo rivolti dinamicamente verso l'alto e nel tentativo di sorreggere, soffrendo insieme, il corpo di Cristo sul punto di accasciarsi.
Sono ormai le 16.30 quando, grati per l'accoglienza e la visita del convento, attraversiamo la chiesa e ci congediamo da padre Renzo con un sorriso e una stretta di mano.
Anna.
Perle di saggezza di giovedì 27 maggio 2010.
Padre Renzo introduce gli argomenti che lo riguardano con molto garbo.
Vengono distribuite delle fotocopie di padre Renzo su “Psicoterapia della montagna” oppure “Montagnaterapia” una forma di cura di riabilitazione psichica dell'associazione “Semprevivi” fondata da Don Domenico Storri, un sacerdote psicologo: secondo la sua teoria vivere la terapia significa dare a queste persone, i “Semprevivi”, quella dignità umana che molte volte in questa società perdono. Un utente racconta la storia di un suo parente che ha avuto esiti contrari e di ciò le sovviene una forte paura. Per Padre Renzo quest'ossigenazione dà una nuova carica per chi vive in pianura. Molte sono le difficoltà che impediscono la libertà di una simile terapia. Molti hanno difficoltà a superare certe situazioni difficili. Per un utente è difficile vivere a fianco di queste situazioni. L'Associazione deve dare un'apertura a queste problematiche anche se poi vengono prese in carico dal personale specializzato.
Ognuno anche a casa trova il suo spazio, e quando esce da sé trova gli altri. Se si conquistano le cose coltivandole si ritrova sé stessi nell'ambito del creato. Condividere un percorso difficile come salire un sentiero montano accomuna gli animi in amicizie durature. Il percorso dell'Associazione, con le sue relative difficoltà assomiglia a questa comunione d'intenti. Comunque quando si affronta un percorso montano bisogna essere in perfetta salute perché si teme di non farcela proprio per motivi fisici.
Enrico.
Perle di saggezza di giovedì 15 aprile 2010.
Si dà spazio a Padre Renzo che invita un utente presentatosi armato di violino a far sentire qualche accordo per palesare i progressi musicali ottenuti. Certo, sentito all'armonica a bocca, in una polka improvvisata, si è preferito con entusiasmo il secondo strumento ed è stato invitato ad allietare una festa a sorpresa organizzata all'interno dell'Associazione per il prossimo 29 aprile..
Si parla della morte in generale che per coincidenza ha colpito da poco i familiari di alcuni presenti: si può morire in modo naturale d'inedia con la minima sofferenza e sembra la soluzione da preferirsi. E' un problema che assilla ed assillerà moralmente sempre ogni essere umano.
Tra le notizie che arrivano dal Monte Orfano stando sulla “soglia” del Convento dell'Annunciata ci saranno quattro incontri di vero interesse spirituale e sociale. - La villa Cantù nella sua edificazione ha raggiunto il tetto e lo sviluppo completo è vicino. Ci si preoccupa della strada che porterà all'edificio e si accerta che sarà costruito un accesso privato. La villa ( futura comunità) è praticamente gestita dalla I.S.P.A.R.O. - Per quanto riguarda la casa di accoglienza del Convento la struttura asseconderà tredicenni fino ai 18 anni. La casa si chiamerà Oklahoma, è sita nella proprietà del Convento e la sua apertura verrà comunicata ultimati i lavori. - La Marcia della pace di 10-12 chilometri ha visto la sosta ad una fabbrica in via di chiusura dove le maestranze hanno potuto dichiarare il loro malcontento per la situazione che è venuta a crearsi. - L'albero di kaki si sta divulgando in tutto il bresciano dato che raffigura la vita, dal momento che le piante di kaki resistettero al bombardamento atomico di Nagasaki. Ne è stato piantumato uno perfino nella struttura museale di S. Giulia a Brescia. - Il 25 marzo c'è stata la processione del Monte Orfano. - Pochi ragazzi volontari al Convento hanno fatto opera di riattamento nella piccola proprietà agricola con risultati encomiabili.
Enrico (con la collaborazione di Francesca).
Perle di saggezza di giovedì 28 gennaio 2010.
Riportiamo la seconda lettura sulla “paura” fatta la settimana scorsa che non siamo riusciti ad inserire nella relazione precedente
“Mi chiedi cos'è la paura: io la sento, cerco di allontanarla,rimane in fondo al cuore sembra svanire.
Poi torna all'improvviso mi stringe la gola, palpita il cuore, manca il respiro, non mi lascia nemmeno la notte, quando passo le ore insonne, mi chiedo: cos'ho? Mi analizzo.
La paura cos'è per me? Per i miei cari? Mio marito, guardo i suoi capelli bianchi e mi chiedo come andrà domani? I miei figli? Devono affrontare le difficoltà della vita e mi dico: ora tocca a loro crescere. Vorrei evitare loro tante ansie, ma la vita lo so, porta il bene e il dolore. La mia paura? Nello stare loro vicino, così allento un po' la mia paura.”
Enrico (con la collaborazione di Francesca).
Perle di saggezza di giovedì 21 gennaio 2010.
Si legge uno scritto di un utente di come si trova nell'Associazione e delle sue paure, come era stato invitato di fare da Padre Renzo nella puntata precedente. Gli viene regalato da una partecipante un libro “La potenza di amare”. Vengono fatti vedere dei disegni colorati fatti a matita e a computer da uno dei nostri e letti altri brani sulla paura. Per ragioni di spazio ne pubblichiamo uno: il primo.
“Le mie paure sono: dire qualcosa alla gente perché non voglio essere rinfacciato, questo è un problema che affronto con la mia malattia. Mentre essere trattato bene a parole lo ho già provato e mi sento tanto bene che la voglia di paura e di morire passano. Le mie paure non sono proprio paure ma voglia di morire. Paura di cadere quando mi muovo o faccio qualcosa perché non mi funzionano le gambe e a volte tutto il corpo. Cado con il motorino quando penso a qualcuno e non so dove andare. Vedere chi soffre mi viene voglia di morire anch'io e la paura di stare immobile e ammalato, paura di affrontare la vita con me stesso e con gli altri. La paura che vorrei togliere e levare è quella di stare con la gente che conosco sopratutto con quella che non conosco. La paura viene quando domando qualcosa a qualcuno come ho detto ad una ragazza sei bella, il cuore batteva più dopo, tanto che sono scappato. La paura non è dire bella, ma di essere rifiutato, non mi batte solo il cuore ma sudo anche. Con il lavoro c'è una difficile paura di non farcela ed essere rifiutato. La paura è fare i gradini o pannelli, o scendere dai marciapiedi perché mi si bloccano le gambe. Io voglio scendere ma continuo ad andare avanti e indietro, questo è la più grande paura e problema. Fare gli ostacoli di ogni dimensione. Paura di cadere e non farcela.” Ivano.
Enrico (con la collaborazione di Francesca).
Perle di saggezza di giovedì 14 gennaio 2010.
E' con noi Padre Renzo che ci fa conoscere il mensile d'informazione “La Voce della Franciacorta” in cui scrive il giornalista Piacentini. Propone di utilizzare questa pubblicazione per una collaborazione con la nostra Associazione. Inizia i suoi “Semi di saggezza” con l'invito a tutti noi di creare una “Lista delle paure”: dare un nome alle paure che ci assalgono per trovare una persona che ci aiuti a superarle. Queste sono tante, ognuno ne elenca una: paura del futuro, del vivere, del panico, della morte, del male, della solitudine, delle malattie che possono aggredire i nostri congiunti, della morte improvvisa, del soffrire, della perdita del lavoro, paura della paura e per ultimo la voce di chi si chiede perché non ha mai paura...
Per il prossimo incontro ci prospetta di indagare con letture e preparare delle soluzioni da condividere con il Gruppo. Riprendendo c'è anche la paura della vita, paure interne ed esterne a noi che ci contagiano. Oggi c'è la massa che ci trascina in un vortice di timori ma ovviamo a ciò radunandoci in piccoli insiemi di persone per relazionarci e sviluppare le nostre personalità inespresse. Sarebbe interessante in sede di bilanci stilare le paure e le relazionalità che occorrono per superarle. Chi vuole può utilizzare un proprio metodo di espressività, uno che lo caratterizzi: pittura, scrittura, ricamo, creta, ecc.
Enrico (con la collaborazione di Francesca).
"Perle di Saggezza di Padre Renzo", 27 Marzo 2008
Oggi ci siamo trovati ancora una volta, desiderosi di ricevere da Padre Renzo una nuova perla preziosa.
Lo stimolo per la riflessione questa volta era rappresentato da 2 uova: una di cioccolato e l’altra soda, tutta colorata di azzurro,un po’ come vuole la tradizione pasquale.
La domanda che padre Renzo ha rivolto al gruppo è stata per quale motivo, secondo noi, le uova vengono utilizzate a livello universale nell’iconografia pasquale.
Da questa richiesta si è dipanato come sempre un ampio dibattito nel quale a turno ognuno ha espresso quale possa essere il significato dell’uovo associato alla Pasqua e quindi alla Resurrezione di Cristo.
Trai vari significati attribuiti all’uovo come simbolo sicuramente è andato per la maggiore quello di nascita.
Padre Renzo invece ci ha invitato a riflettere su altri possibili significati al di là di quello immediato e cioè ci ha invitato a dividere un uovo sodo e a vedere come all’interno di esso convivano due parti diverse, le quali rimandano un po’ all’immagine del cosmo in senso globale come unione tra cielo e terra.
Un’altra associazione alla quale ci ha invitato Padre Renzo è quella di pensare all’uovo come simbolo di Infinito visto che, volendolo misurare, in realtà non ci sia un punto dal quale poter partire.
Abbiamo fatto questo esercizio di attribuzione di significati soprattutto per diventare consapevoli dei significati che ci vengono offerti dalla realtà, essere coscienti del significato che noi attribuiamo alla realtà che quotidianamente viviamo.
La consapevolezza ci permette di entrare in comunione con le cose che ci circondano perché le sentiamo più vicine se per noi acquisiscono un significato speciale.
Il significato che diamo alle cose è nostro e lo costruiamo all’interno di noi stessi, deriva dal nostro vissuto e dalle esperienze di vita fatte e tutto ciò che noi estrapoliamo da dentro lo mettiamo nelle cose che alla fine si colorano di un grande significato emotivo.
La riflessione si è poi conclusa pensando all’atto di mangiare l’uovo, atto per cui è necessario romperne il guscio per arrivare all’essenza, metafora che ci fa capire come sia importante anche per noi rompere quei gusci dentro di noi che come barriere ci impediscono di incontrare la verità e l’essenza delle cose.
La perla di saggezza di oggi e l’insegnamento che ci portiamo dentro è che possiamo sforzarci di rivolgere lo sguardo dentro di noi per cercare oltre le barriere le parti belle di noi e non affannarci nel cercare dei significati fittizi all’esterno.
"Perle di Saggezza" di Padre Renzo, 21 Febbraio 2008
Sull’onda della riflessione fatta sull’amore da Padre Renzo oggi ci siamo riuniti con la voglia di continuare a parlare dell’argomento.
Questa volta però abbiamo affrontato un tema ancora più specifico e cioè abbiamo cercato di analizzare il disagio della coppia di oggi.
Le mamme dell’associazione non hanno avuto dubbi sul riconoscere che le giovani coppie attuali rispetto a quelle di allora si lasciano con grande facilità esprimendo una serie di dubbi e paure verso i propri figli che si ritrovano oggi a dover costruire una famiglia.
Ma oggi cosa vuol dire costruire una famiglia? Quali sono i rischi a cui si va incontro? Ma soprattutto, non è che la paura verso un impegno così grande porti molte giovani coppie a desistere dall’idea di costruire una famiglia stabile e solida così com’era quella dei loro nonni e genitori?
Quindi il dato reale è il fatto che oggi dobbiamo fare i conti con un marea di divorzi, con figli traumatizzati e con coppie che non hanno la voglia e nemmeno la forza di impegnarsi per superare gli ostacoli.
Naturalmente si è acceso un interessante dibattito visto che i più giovani hanno portato anche un altro dato di realtà confermato dai rappresentanti dei “bei tempi che furono” ossia il fatto che in passato c’era una forte ideologia patriarcale che favoriva la durevolezza del matrimonio.
In effetti abbiamo pensato che forse una difficoltà attuale sia quella di non riconoscere il ruolo della donna che è oggi inevitabilmente cambiato.
Una volta la donna veniva relegata alle quattro mura domestiche ed il suo unico scopo e forma di realizzazione era lo sposarsi per crescere i figli, e l’uomo stava bene in quella situazione.
In fondo forse oggi l’uomo si sente deturpato (per fortuna) della sua superiorità e del suo comando, si sente forse un po’ ferito nell’orgoglio.
C’è una difficoltà di base ad accettare la nuova immagine di donna molto più proiettata verso l’esterno e verso nuove forme di realizzazione.
Certo l’ideologia patriarcale che viene meno non può essere l’unica causa per cui le giovani coppie non stanno insieme a lungo ma può essere un fattore che contribuisce a questo fenomeno.
Tant’è vero che tirando le fila della nostra discussione è emerso anche che alla base della difficoltà delle coppie d’oggi c’è una grande mancanza di comunicazione, le persone si parlano molto poco, pensano di non averne il tempo e che il dialogo sia un qualcosa di aggiuntivo alla copia e non la sua essenza.
Con ruoli ben definiti la vita di coppia era più semplice, non era necessario comunicare di volta in volta una serie di bisogni anche perchè la donna non aveva altra scelta se non quella di rimanere con quel marito, in caso contrario sarebbe stata ripudiata.
Continuando la nostra riflessione è emerso che un altro fattore che crea disagio e rottura nelle coppie è il benessere. Non il benessere fine a se stesso ma nella misura in cui provoca nelle persone una sorta di perenne insoddisfazione.
I giovani non sono abituati al sacrificio e quindi non gioiscono mai appieno per le cose che hanno.
Forse prima i regali che si potevano fare non erano quelli materiali ma erano stabilità, sicurezza, protezione, cose astratte che ti rendevano felice.
È stato un bel momento di condivisione e di generazioni a confronto in una vivace riflessione che si è conclusa con l’arricchimento di tutti grazie all’ascolto anche di tanti ricordi d’infanzia.
"Perle di Saggezza"di Padre Renzo, 14 Febbraio 2008
Come ogni mese, anche oggi Padre Renzo è venuto in associazione per offrirci degli spunti su cui riflettere e che a lui piace chiamare “perle di saggezza”.
Attraverso questi incontri ci viene offerto uno spunto sul quale poi intrecciamo dei dibattiti animati e che servono a confrontarci e ad accrescere il significato della nostra associazione.
Oggi è il famoso 14 febbraio giorno in cui tutti gli innamorati celebrano il loro amore…ma cos’è l’amore?
Padre Renzo ha pensato quindi di riflettere sul sentimento dell’amore, un’emozione che tutti pensano di manipolare ma che forse pochi conoscono veramente e in tutte le sue molteplici sfumature.
Padre Renzo ha esordito parlando dell’importanza dell’uomo nel creare relazioni umane.
Le relazioni e le emozioni ci contraddistinguono dagli animali, ci garantiscono protezione e sono necessarie per la nostra sopravvivenza, si pensi all’importanza che ha per un bambino avere una madre vicino che si occupi di lui e lo faccia sentire sicuro.
Quindi pare proprio che l’amore sia una perla preziosa nella vita di ciascuno di noi.
Il problema è che “zoomando” l’obiettivo sulla nostra società ci si accorge che molto spesso la parola amore viene strumentalizzata ed abusata quasi per ottenere qualcosa da colui o colei a cui lo si professa.
Per cercare di distinguere un pò le varie sfumature che può avere l’amore, padre Renzo ha citato le 3 parole che utilizzavano gli antichi greci per nominare l’amore.
La prima parola è EROS e si riferisce alla passione e all’energia come un’attrazione inevitabile alla quale non possiamo opporci e che ci spinge inevitabilmente verso l’atro.
La seconda parola che può identificare un’altra sfumatura dell’amore è la FILIA intesa come l’amicizia profonda ovvero come un sentimento che ci spinge verso l’altro per cercare le risposte di cui abbiamo bisogno(protezione, conforto, aiuto..).
È quello che potremmo chiamare “amore contraccambiato”.
La terza parola è AGAPE che è la forma di amore più pura che esiste perché è l’amore che si dona disinteressatamente.
È la massima espressione d’amore perché è gratuito e non chiede nulla in cambio.
Fatta questa distinzione, risulta necessario il bisogno di usare la parola amore con più pudore.
L’amore che contraddistingue la nostra società potremmo immaginarcelo come liquido cioè come un qualcosa che non si riesce a tenere, evanescente e superficiale.
Per salvare l’amore dovremmo risolidificarlo un pò.
Nella discussione nata da queste perle di saggezza rispetto all’amore è emersa una riflessione sulla società attuale per il fatto che il contesto sociale con cui ci dobbiamo confrontare oggi impone che le persone siano versatili, in grado di plasmarsi in ogni situazione, ma soprattutto persone che pensino alla propria realizzazione e individualità.
Prestare fede ad un rapporto, farlo crescere e curarlo comporta un andare contro corrente.
La colpa non è attribuibile solo ed esclusivamente alla società perché sembra che anche le famiglie troppo prese dal tran tran quotidiano non abbiano più il tempo di insegnare ai propri figli quei valori fondamentali che garantirebbero loro equilibrio, stabilità e soprattutto felicità.
Abbiamo concluso dicendo che sicuramente il contesto sociale rende difficile ai genitori la fruizione di certi valori e alle coppie di crescere in un’atmosfera di vero amore ma abbiamo anche aggiunto che è importante impegnarsi per riconquistare il vero significato di amore e rendergli un pò di giustizia.
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