Associazione Nessuno è perfetto:Malattie e Disturbi Mentali


Vai ai contenuti

Menu principale:


"Perle di Saggezza" di Padre Renzo

L'ASSOCIAZIONE E IL D.S.M > AREA A.N.è.P


"Perle di Saggezza di Padre Renzo", 27 Marzo 2008

Oggi ci siamo trovati ancora una volta, desiderosi di ricevere da Padre Renzo una nuova perla preziosa.
Lo stimolo per la riflessione questa volta era rappresentato da 2 uova: una di cioccolato e l’altra soda, tutta colorata di azzurro,un po’ come vuole la tradizione pasquale.
La domanda che padre Renzo ha rivolto al gruppo è stata per quale motivo, secondo noi, le uova vengono utilizzate a livello universale nell’iconografia pasquale.
Da questa richiesta si è dipanato come sempre un ampio dibattito nel quale a turno ognuno ha espresso quale possa essere il significato dell’uovo associato alla Pasqua e quindi alla Resurrezione di Cristo.
Trai vari significati attribuiti all’uovo come simbolo sicuramente è andato per la maggiore quello di nascita.
Padre Renzo invece ci ha invitato a riflettere su altri possibili significati al di là di quello immediato e cioè ci ha invitato a dividere un uovo sodo e a vedere come all’interno di esso convivano due parti diverse, le quali rimandano un po’ all’immagine del cosmo in senso globale come unione tra cielo e terra.
Un’altra associazione alla quale ci ha invitato Padre Renzo è quella di pensare all’uovo come simbolo di Infinito visto che, volendolo misurare, in realtà non ci sia un punto dal quale poter partire.
Abbiamo fatto questo esercizio di attribuzione di significati soprattutto per diventare consapevoli dei significati che ci vengono offerti dalla realtà, essere coscienti del significato che noi attribuiamo alla realtà che quotidianamente viviamo.
La consapevolezza ci permette di entrare in comunione con le cose che ci circondano perché le sentiamo più vicine se per noi acquisiscono un significato speciale.
Il significato che diamo alle cose è nostro e lo costruiamo all’interno di noi stessi, deriva dal nostro vissuto e dalle esperienze di vita fatte e tutto ciò che noi estrapoliamo da dentro lo mettiamo nelle cose che alla fine si colorano di un grande significato emotivo.
La riflessione si è poi conclusa pensando all’atto di mangiare l’uovo, atto per cui è necessario romperne il guscio per arrivare all’essenza, metafora che ci fa capire come sia importante anche per noi rompere quei gusci dentro di noi che come barriere ci impediscono di incontrare la verità e l’essenza delle cose.
La perla di saggezza di oggi e l’insegnamento che ci portiamo dentro è che possiamo sforzarci di rivolgere lo sguardo dentro di noi per cercare oltre le barriere le parti belle di noi e non affannarci nel cercare dei significati fittizi all’esterno.


"Perle di Saggezza" di Padre Renzo, 21 Febbraio 2008

Sull’onda della riflessione fatta sull’amore da Padre Renzo oggi ci siamo riuniti con la voglia di continuare a parlare dell’argomento.
Questa volta però abbiamo affrontato un tema ancora più specifico e cioè abbiamo cercato di analizzare il disagio della coppia di oggi.
Le mamme dell’associazione non hanno avuto dubbi sul riconoscere che le giovani coppie attuali rispetto a quelle di allora si lasciano con grande facilità esprimendo una serie di dubbi e paure verso i propri figli che si ritrovano oggi a dover costruire una famiglia.
Ma oggi cosa vuol dire costruire una famiglia? Quali sono i rischi a cui si va incontro? Ma soprattutto, non è che la paura verso un impegno così grande porti molte giovani coppie a desistere dall’idea di costruire una famiglia stabile e solida così com’era quella dei loro nonni e genitori?
Quindi il dato reale è il fatto che oggi dobbiamo fare i conti con un marea di divorzi, con figli traumatizzati e con coppie che non hanno la voglia e nemmeno la forza di impegnarsi per superare gli ostacoli.
Naturalmente si è acceso un interessante dibattito visto che i più giovani hanno portato anche un altro dato di realtà confermato dai rappresentanti dei “bei tempi che furono” ossia il fatto che in passato c’era una forte ideologia patriarcale che favoriva la durevolezza del matrimonio.
In effetti abbiamo pensato che forse una difficoltà attuale sia quella di non riconoscere il ruolo della donna che è oggi inevitabilmente cambiato.
Una volta la donna veniva relegata alle quattro mura domestiche ed il suo unico scopo e forma di realizzazione era lo sposarsi per crescere i figli, e l’uomo stava bene in quella situazione.
In fondo forse oggi l’uomo si sente deturpato (per fortuna) della sua superiorità e del suo comando, si sente forse un po’ ferito nell’orgoglio.
C’è una difficoltà di base ad accettare la nuova immagine di donna molto più proiettata verso l’esterno e verso nuove forme di realizzazione.
Certo l’ideologia patriarcale che viene meno non può essere l’unica causa per cui le giovani coppie non stanno insieme a lungo ma può essere un fattore che contribuisce a questo fenomeno.
Tant’è vero che tirando le fila della nostra discussione è emerso anche che alla base della difficoltà delle coppie d’oggi c’è una grande mancanza di comunicazione, le persone si parlano molto poco, pensano di non averne il tempo e che il dialogo sia un qualcosa di aggiuntivo alla copia e non la sua essenza.
Con ruoli ben definiti la vita di coppia era più semplice, non era necessario comunicare di volta in volta una serie di bisogni anche perchè la donna non aveva altra scelta se non quella di rimanere con quel marito, in caso contrario sarebbe stata ripudiata.
Continuando la nostra riflessione è emerso che un altro fattore che crea disagio e rottura nelle coppie è il benessere. Non il benessere fine a se stesso ma nella misura in cui provoca nelle persone una sorta di perenne insoddisfazione.
I giovani non sono abituati al sacrificio e quindi non gioiscono mai appieno per le cose che hanno.
Forse prima i regali che si potevano fare non erano quelli materiali ma erano stabilità, sicurezza, protezione, cose astratte che ti rendevano felice.
È stato un bel momento di condivisione e di generazioni a confronto in una vivace riflessione che si è conclusa con l’arricchimento di tutti grazie all’ascolto anche di tanti ricordi d’infanzia.


"Perle di Saggezza"di Padre Renzo, 14 Febbraio 2008


Come ogni mese, anche oggi Padre Renzo è venuto in associazione per offrirci degli spunti su cui riflettere e che a lui piace chiamare “perle di saggezza”.
Attraverso questi incontri ci viene offerto uno spunto sul quale poi intrecciamo dei dibattiti animati e che servono a confrontarci e ad accrescere il significato della nostra associazione.
Oggi è il famoso 14 febbraio giorno in cui tutti gli innamorati celebrano il loro amore…ma cos’è l’amore?
Padre Renzo ha pensato quindi di riflettere sul sentimento dell’amore, un’emozione che tutti pensano di manipolare ma che forse pochi conoscono veramente e in tutte le sue molteplici sfumature.
Padre Renzo ha esordito parlando dell’importanza dell’uomo nel creare relazioni umane.
Le relazioni e le emozioni ci contraddistinguono dagli animali, ci garantiscono protezione e sono necessarie per la nostra sopravvivenza, si pensi all’importanza che ha per un bambino avere una madre vicino che si occupi di lui e lo faccia sentire sicuro.
Quindi pare proprio che l’amore sia una perla preziosa nella vita di ciascuno di noi.
Il problema è che “zoomando” l’obiettivo sulla nostra società ci si accorge che molto spesso la parola amore viene strumentalizzata ed abusata quasi per ottenere qualcosa da colui o colei a cui lo si professa.
Per cercare di distinguere un pò le varie sfumature che può avere l’amore, padre Renzo ha citato le 3 parole che utilizzavano gli antichi greci per nominare l’amore.
La prima parola è
EROS e si riferisce alla passione e all’energia come un’attrazione inevitabile alla quale non possiamo opporci e che ci spinge inevitabilmente verso l’atro.
La seconda parola che può identificare un’altra sfumatura dell’amore è la
FILIA intesa come l’amicizia profonda ovvero come un sentimento che ci spinge verso l’altro per cercare le risposte di cui abbiamo bisogno(protezione, conforto, aiuto..).
È quello che potremmo chiamare “amore contraccambiato”.
La terza parola è
AGAPE che è la forma di amore più pura che esiste perché è l’amore che si dona disinteressatamente.
È la massima espressione d’amore perché è gratuito e non chiede nulla in cambio.
Fatta questa distinzione, risulta necessario il bisogno di usare la parola amore con più pudore.
L’amore che contraddistingue la nostra società potremmo immaginarcelo come liquido cioè come un qualcosa che non si riesce a tenere, evanescente e superficiale.
Per salvare l’amore dovremmo risolidificarlo un pò.
Nella discussione nata da queste perle di saggezza rispetto all’amore è emersa una riflessione sulla società attuale per il fatto che il contesto sociale con cui ci dobbiamo confrontare oggi impone che le persone siano versatili, in grado di plasmarsi in ogni situazione, ma soprattutto persone che pensino alla propria realizzazione e individualità.
Prestare fede ad un rapporto, farlo crescere e curarlo comporta un andare contro corrente.
La colpa non è attribuibile solo ed esclusivamente alla società perché sembra che anche le famiglie troppo prese dal tran tran quotidiano non abbiano più il tempo di insegnare ai propri figli quei valori fondamentali che garantirebbero loro equilibrio, stabilità e soprattutto felicità.
Abbiamo concluso dicendo che sicuramente il contesto sociale rende difficile ai genitori la fruizione di certi valori e alle coppie di crescere in un’atmosfera di vero amore ma abbiamo anche aggiunto che è importante impegnarsi per riconquistare il vero significato di amore e rendergli un pò di giustizia.

L'ASSOCIAZIONE E IL D.S.M | MALATTIE E DISTURBI MENTALI | PSICHIATRIA INFANTILE | MALATTIE RARE ESENTI DA TICKET | ASSOCIAZIONI PER DISABILI | AGEVOLAZIONI PER DISABILI | CAMPAGNE D'INFORMAZIONE | Mappa del sito

Sito Web Aggiornato al 30 lug 2010.

Torna ai contenuti | Torna al menu

Torna ai contenuti | Torna al menu