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SINDROME/DISTURBO DI ASPENGER

PSICHIATRIA INFANTILE > DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO
 


IL DISTURBO DI ASPERGER (A.P.A. 2001)

Secondo il DSM-IV-TR (nuova edizione del 2001), il Disturbo di Asperger fa parte dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo.
Ecco alcune delle indicazioni per fare la diagnosi secondo il Manuale Diagnostico e Statistico edito dall'Associazione Americana degli Psichiatri in una traduzione non ufficiale del testo originale. Per saperne di più, consultate il testo ufficiale italiano edito da Masson.

INDICE:
Criteri Diagnostici
Caratteristiche diagnostiche
Manifestazioni e disturbi associati
Prevalenza
Decorso
Familiarità
Diagnosi differenziale

CRITERI DIAGNOSTICI PER IL DISTURBO DI ASPERGER:

Criterio A:
Gravi e persistenti compromissioni dell'interazione sociale, con almeno 2 voci dai criteri A) delle Caratteristiche Diagnostiche; Criterio B:
Sviluppo di modelli di comportamento, interessi e attività ristretti e ripetitivi, con almeno 2 voci dai criteri B) delle Caratteristiche Diagnostiche;

Criterio C:
L'anomalia causa compromissione clinicamente significativa nelle aree sociale, lavorativa e in altre importanti aree funzionali; Criterio D: Non si osserva un ritardo generale nel linguaggio clinicamente significativo (cioè si riscontra uso di parole singole entro i 2 anni e di frasi entro i 3 anni);Criterio E:
Nell'infanzia non si osserva ritardo clinicamente significativo dello sviluppo cognitivo o di capacità di auto-aiuto appropriate all'età, del comportamento adattivo ( tranne che nell'interazione sociale), e della curiosità per l'ambiente; Criterio F:
Non sono soddisfatti i criteri per un altro Disturbo Pervasivo dello Sviluppo specifico o per la Schizofrenia.

CARATTERISTICHE DIAGNOSTICHE:
Criteri A)
Marcata e persistente compromissione dell'interazione sociale.
La compromissione dell'interazione sociale reciproca è grossolana e persistente. Possono essere presenti:

Marcata compromissione nell'uso dei molteplici comportamenti non verbali ( per es. contatto oculare reciproco, espressione del viso, posture corporee e gestualità) che regolano l'interazione sociale e la comunicazione( Criterio A1).
Compromessione della capacità di stabilire relazioni con i coetanei adeguata al livello di sviluppo ( Criterio A2) che può assumere connotazioni diverse a seconda dell'età. I più giovani possono essere scarsamente o per nulla interessati a fare amicizia. I più grandi possono essere interessati all'amicizia, ma non comprendere le convenzioni delle interazioni sociali.
Assenza della ricerca spontanea di condivisione di piaceri, interessi o obiettivi (per esempio, non mostrare, portare o indicare a dito oggetti che trovano interessanti) ( Criterio A3).
Assenza di reciprocità sociale o emotiva (per esempio, mancanza di partecipazione a giochi o divertimenti semplici, preferire attività solitarie, coinvolgere gli altri solo come strumenti o supporti "meccanici" ) ( Criterio A4).

Sebbene il deficit sociale nel Disturbo di Asperger sia grave e caratterizzato dalle stesse modalità del Disturbo Autistico, la mancanza di reciprocità sociale si manifesta più tipicamente con un approccio sociale verso gli altri eccentrico e unilaterale (per esempio, insistendo su un argomento di conversazione senza tener conto delle reazioni altrui ) piuttosto che con indifferenza sociale ed emotiva.

Criteri B)
Modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati.
Possono essere presenti:

Dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ripetitivi e ristretti, anomali per intensità o focalizzazione (Criterio B1), che spesso si manifestano primariamente con lo sviluppo di attenzione esclusiva per un argomento o un interesse circoscritto, sul quale il soggetto può raccogliere una grande quantità di fatti e informazioni;
Sottomissione del tutto rigida ad abitudini inutili o rituali specifici (Criterio B2).
Manierismi motori stereotipati e ripetitivi (Criterio B3).
Interesse persistente ed eccessivo per parti di oggetti (Criterio B4).

Questi interessi e attività vengono perseguiti con grande attività, spesso fino al punto di escludere ogni altra attività.

Il disturbo può causare una compromissiome significativa dell'adattamento sociale, che a sua volta può avere un impatto significativo sull'autosufficienza o sull'attività lavorativa o su altre aree funzionali importanti (Criterio C). I deficit sociali e i repertori ristretti di interessi, attività e comportamento sono fonte di una notevole disabilità.

In contrasto con il Disturbo Autistico, non c'è un ritardo del linguaggio precoce clinicamente significativo, ( per es. il bambino usa parole singole non ecolaliche entro i due anni, e frasi comunicative entro i tre anni (Criterio D). Successivamente il linguaggio può risultare insolito in termini di preoccupazione del soggetto per certi argomenti e per la sua verbosità. Le difficoltà comunicative possono derivare dall'anomalia della funzione sociale e dall'incapacità di apprezzare i segnali non verbali e dalle limitate capacità di autocontrollo.

Le persone con Disturbo di Asperger non presentano ritardi clinicamente significativi dello sviluppo cognitivo, o delle abilità di auto-aiuto appropriate all'età, del comportamento adattivo (tranne che nell'interazione sociale) e della curiosità nei confronti dell' ambiente nell' infanzia (Criterio E). Poiché il linguaggio precoce e le capacità cognitive sono nella norma nei primi 3 anni di vita, i genitori e coloro che si occupano del bambino di solito non si preoccupano in questo periodo del suo sviluppo, sebbene interrogati accuratamente possano ricordare comportamenti insoliti.
Può venire riferito che il bambino ha parlato prima di camminare, e i genitori possono considerarlo precoce per es., dotato di un vocabolario ricco o " da adulto " ). Sebbene possano esistere lievi problemi sociali, i genitori o coloro che se ne occupano non si preoccupano finché il bambino non frequenta la scuola materna o dei coetanei; a questo punto le difficoltà sociali del bambino con i coetanei possono diventare evidenti.

Per definizione, la diagnosi di Disturbi di Asperger è preclusa se sono soddisfatti i criteri per qualunque altro Disturbo Pervasivo dello Sviluppo specifico o per la Schizofrenia (benchè la diagnosi di Disturbo di Asperger e di Schizofrenia possano coesistere se l'insorgenza del Disturbo di Asperger precede chiaramente l'insorgenza della Schizofrenia) (Criterio F).

MANIFESTAZIONI E DISTURBI ASSOCIATI
Caratteristiche descrittive e disturbi mentali associati.
Contrariamente al Disturbo Autistico, non si osserva di solito Ritardo Mentale, sebbene siano stati identificati casi occasionali con lieve Ritardo Mentale (per es., quando il Ritardo Mentale si evidenzia solo in età scolare, senza ritardo cognitivo o di linguaggio evidente nei primi anni di vita). Si può osservare una variabilità del funzionamento cognitivo, spesso con punti di forza nelle aree di capacità verbali ( per es., vocabolario, memoria uditiva meccanica) e punti deboli in aree non verbali ( per es., capacità visuo-motorie o visuo-spaziali). Possono essere presenti goffaggine e impaccio motorio, ma generalmente di grado relativamente lieve, sebbene le difficoltà motorie possano contribuire al rifiuto da parte dei coetanei e all'isolamento sociale (per es. l'incapacità di partecipare a sport di gruppo). Nel Disturbo di Asperger sono frequenti sintomi di iperattività e disattenzione, ed infatti molti soggetti affetti da questa patologia ricevono una diagnosi di Deficit di Attenzione/Iperattività. E' stata segnalata un'associazione del Disturbo di Asperger con un certo numero di altri disturbi mentali, compreso il Disturbo Depressivo.


Caratteristiche legate all'età e al sesso.
Il quadro clinico può presentarsi in modo diverso nelle diverse età. Spesso la disabilità sociale diventa più importante con il passare del tempo. Entro l'adolescenza alcune persone affette dal disturbo possono imparare a utilizzare i propri punti di forza ( per es., le abilità verbali meccaniche)per compensare i punti deboli. I soggetti con Disturbi di Asperger possono diventare vittime degli altri; queste esperienze, il senso di isolamento sociale e una crescente capacità di autoconsapevolezza possono contribuire all'insorgenza di depressione o ansia nell'adolescente e nel giovane adulto. Il Disturbo viene diagnosticato molto più frequentemente ( almeno 5 volte) nei maschi che nelle femmine.

PREVALENZA
Mancano attualmente dati definitivi sulla prevalenza del Disturbi di Asperger.

DECORSO
Il Disturbo di Asperger è continuo e perdura per tutta la vita. Nei bambini in età scolare le buone abilità verbali possono in qualche misura mascherare la gravità della disfunzione sociale a anche ingannare coloro che si occupano del bambino e gli insegnanti - cioè coloro che se ne occupano e gli insegnanti possono focalizzarsi sulle buone capacità verbali del bambino ma non rendersi sufficientemente conto di problemi in altre aree (in particolare l'adattamento sociale). Le relativamente buone capacità verbali del bambino possono anche orientare gli insegnanti e coloro che se ne occupano ad attribuire erroneamente le difficoltà di comportamento a ostinazione e caparbietà.
L'interesse a stabilire relazioni sociali può aumentare nell'adolescenza man mano che i soggetti imparano in qualche modo a rispondere più adeguatamente alle proprie difficoltà - per esempio, i soggetti possono imparare a seguire regole verbali o routines in certe situazioni stressanti. I più grandi possono essere interessati all'amicizia ma mancare della comprensione delle convenzioni che regolano l'interazione sociale e possono avere più facilità a stabilire relazioni con persone molto più vecchie o più giovani.
La prognosi sembra significativamente più favorevole che nel Disturbo Autistico, dal momento che studi di follow-up suggeriscono che molti soggetti, in età adulta, sono in grado di conseguire un lavoro retribuito e l'autosufficienza personale.

FAMILIARITA'
Sebbene i dati disponibili siano limitati, sembra esserci una aumentata frequenza di Disturbo di Asperger fra i membri delle famiglie di soggetti che presentano il disturbo. Anche il rischio di Disturbo Autistico, come di difficoltà sociali più generiche, può essere più elevato.

FONTE: AUTISMO ITALIA Onlus
(A.P.A. 2001)

ATTENZIONE!!! EVENTUALI DECISIONI CHE DOVESSERO ESSERE PRESE DAI LETTORI, SULLA BASE DEI DATI E DELLE INFORMAZIONI QUI FORNITI SONO ASSUNTE IN PIENA AUTONOMIA DECISIONALE E A LORO RISCHIO. LE INFORMAZIONI QUI RIPORTATE HANNO CARATTERE PURAMENTE DIVULGATIVO E ORIENTATIVO; NON SOSTITUISCONO LA CONSULENZA MEDICA.






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