SINDROME/DISTURBO DI RETT - Nessuno è perfetto:Malattie e Disturbi Mentali

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SINDROME/DISTURBO DI RETT

PSICHIATRIA INFANTILE > DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO


LA SINDROME/DISTURBO DI RETT



La sindrome di Rett (abbreviato RTT o RS) è un debilitante disordine neurologico dello sviluppo, che si manifesta nella prima infanzia e colpisce quasi esclusivamente le bambine.
E’ una malattia genetica ed è presente in tutto il mondo con una incidenza media stimata di 1:10.000 / 15.000 bambine nate.
La RTTè la seconda causa di ritardo mentale femminile spesso erroneamente diagnosticata come autismo o un non specificato ritardo dello sviluppo.

La storia
La sindrome di Rett prende il suo nome dal Dr Andreas Rett, un neurologo austriaco chenel 1966, per primo ha identificato la sindrome, dalla semplice osservazione di alcuni sintomi comuni ad alcune bambine da lui visitate.
I suoi articoli scientifici, scritti in lingua tedesca,furono ignorati per molti anni, e solo nel 1982 la comunità scientifica internazionale, viene a conoscenza della sindrome di Rett, grazie alla pubblicazione scientifica in lingua inglese del neurologo svedese Bengt Hagberg, che descrive in maniera dettagliata i sintomi tipici della malattia.
Per diversi anni, la comunità scientifica internazionale non riesce a individuare la causa della sindrome di Rett.

La causa
Nel 1999 una ricercatrice del team della Dott.ssa Huda Zoghby dell'Howard Hughes Medical Institute e del Baylor College of Medicine di Houston, ha identificato la causa della sindrome di Rett in un difetto del gene MEPC2 sul cromosoma X.

I sintomi
Le bimbe con la Sindrome di Rett nascono sane e hanno uno sviluppo normale sino ai 6 / 18 mesi di età.
La malattia si manifesta in un primo momento con il rallentamento e la stagnazione di abilità già acquisite, poi subentra un periodo di regressione in cuile bambine perdono le capacità comunicative, con atteggiamenti di isolamento e chiusura sociale.
Perdono l’uso volontario delle mani e subentrano movimenti ripetitivi e stereotipati.
Si evidenziano problemi di deambulazione e un rallentamento della crescita della circonferenza cranica. Alcune bimbe sviluppano crisi epilettiche, sono irritabili e hanno spesso problemi respiratori.
La disabilità
Si possono riscontrare diversi gradi di disabilità in bambine colpite da sindrome di Rett.
In generale gli aspetti più invalidanti della sindrome di Rett, sono l’aprassia, ossia l’incapacità del corpo di eseguire movimenti volontari, l’incapacitàdi parlare e comunicare, associato ad un grave deficit psicomotorio e cognitivo.

La diagnosi
La sindrome di Rett è stata spesso diagnosticata come autismo, paralisi celebrale o come un non ben specifico ritardo dello sviluppo.
La prima diagnosidi sindrome di Rett viene presa in considerazione dopo aver scartato tutta una serie di altre patologie, ed è in base ai sintomi osservati che viene ipotizzata.

Ora con il test genetico di ricerca della mutazione del gene MECP2, la diagnosi può essere più facilmente confermata.
La diagnosi molecolare per accertare la RTT è basata sul sequenziamento del DNA di MECP2, e si effettua a partire da un semplice prelievo venoso.
A tutt’oggi però, risultano positivi al test l’85% dei pazienti diagnosticati con sindrome di Rett, questo non significa che il restante 15% non abbia la sindrome, è possibile che la mutazione si trovi in un area del gene MECP2 che non è ancora stata sequenziata o che sia dovuta ad altri geni coinvolti nella sindrome. In un numero ridotto di casi la RTTè dovuta ad alterazioni in CDKL5, un gene spesso coinvolto in casi di spasmi infantili associati a ritardo mentale.

Principali criteri di diagnosi
Sono necessaritutti i seguenti criteriper diagnosticare la sindrome di Rett:
Sviluppo apparentemente normale fino ai 6-18 mesi di età.

  • Circonferenza cranica normale alla nascita, seguita da un rallentamento nella crescita fino ai 4 anni.

  • Gravi disfunzioni del linguaggio.

  • Perdita dell’uso volontario delle mani, sostituito da stereotipie che includono una moltitudine di movimenti involontari e ripetitivi, quali sfregare, battere, lavare, portare le mani alla bocca.

  • Ritardo intellettivo.

  • Instabilità di mantenere la posizione eretta.

  • Se è mantenuto il cammino, il passo è insicuro, a gambe rigide e allargate o sulla punta dei piedi.


Altri criteri di supporto alla diagnosi
Possono essere presenti o verificarsi nel tempo ulteriori sintomi e complicazioni, quali:

  • Anormalità nell' EEG (elettroencefalogramma).

  • Crisi epilettiche o simil-epilettiche.

  • Irregolarità del respiro che include iperventilazione, apnea e tendenza ad ingoiare aria.

  • Scoliosi o cifosi.

  • Problemi gastro-intestinali che possono includere reflusso, cattiva assimilazione del cibo, tendenza a essere sottopeso e stitichezza.

  • Disturbi del sonno.

  • Tendenza alle malattie respiratorie.

  • Ritardo nella crescita e calo della massa muscolare.

  • Difficoltà a masticare, mordere e inghiottire.

  • Cattiva circolazione del sangue agli arti inferiori.

  • Bruxismo (digrignamento dei denti).

  • Irritabilità e agitazione.

  • Rigidità muscolare, spasticità, contratture alle giunture.

  • Piedi piccoli rispetto alla statura.

  • Riduzione della mobilità con l'età.


Le fasi della sindrome di Rett.
In linee generali la sindrome di Rett ha una evoluzione, che si può delineare in quattro fasi.
La schematizzazione di queste fasi serve solo per comprendere a grandi linee il decorso della patologia. Le fasi sono variabili sia come tempi, che come sintomie gravità da bambina a bambina.

La prima fase
Ha inizio tra i 6-18 mesi, e dura alcuni mesi, si caratterizza con un rallentamento dello sviluppo psicomotorio e un rallentamento dell’accrescimento della circonferenza cranica.
La bambina dimostra una perdita di interesse verso le persone e l’ambiente circostante.

La seconda fase
Inizia tra il 1° e il 4° anno di età, può durare da poche settimane a diversi mesi.
E’ caratterizzatada una regressione e una perdita delle capacità acquisite.
La bambina si isola sempre più, ha caratteristiche autistiche e presenta un ritardo dal punto di vista cognitivo. Si assiste ad una perdita del linguaggio fin’ora acquisito, a una perdita dell’uso funzionale delle mani, a cui subentrano stereotipie (hand-washing, clapping e mouthing)
La deambulazione diventa instabile accompagnata da movimenti bruschi e scatti involontari.
In questa fase è evidente l’aprassia ovvero l’ incapacità di coordinare i movimenti.
Possono subentrare altri sintomi collegati alla malattia:
anormalità respiratorie (apnee e iperventilazione), bruxismo (digrignamento dei denti), un ridotto peso corporeo causato dalla difficoltà di masticare, ingerire e assimilare cibo,stitichezza, difficoltà nell’acquisire un regolare ritmo del sonno, frequente agitazione ed irritabilità.

La terza fase
Inizia dai 3 - 4 anni fino ai 10, segue la fase della regressione e la situazione generale della bambina diventa più stabile.
Le bambine migliorano nel rapporto emotivo con le persone e l’ambiente circostante, diminuiscono isintomi autistici, migliorano il loro contatto visivo e sono meno irritabili.
Il loro livello di attenzione e le loro abilità comunicative migliorano nettamente.
In questa fase, possono intervenire altri sintomi dovuti alla malattia, che deteriorano lentamentele capacità grosso motorie della bambina, quali l’aprassia ovvero l’incapacità di coordinare i movimenti spesso associata a una curvatura della spina dorsale (scoliosi o cifosi).
In questa fase, spesso subentrano crisi epilettiche o simil-epilettiche.

La quarta fase
Inizia dopo i 10 anni ed è caratterizzata da un miglioramento dello stato emotivo e relazionale, ma anche da una riduzione della mobilità. In questa fase c’è un peggioramento delle abilità grosso-motorie, aumenta l’atrofia, la spasticità e la scoliosi contribuiscono alla perdita delle abilità del movimento.
Di positivo c’è che non ci sono ulteriori perdite cognitive, di comunicazione e di abilità manuali fin’ora acquisite.
I movimenti stereotipati delle mani si riducono come frequenza ed intensità. In questa fase le ragazze con la sindrome di Rett hanno maturato un buon contatto visivo e vivono un sereno contatto emotivo.


 
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