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ASSOCIAZIONI PER DISABILI > STRUTTURE PER LA CURA DEI DISTURBI ALIMENTARI
Le Buone Pratiche di cura nei Disturbi del Comportamento Alimentare
La mappa delle strutture e delle associazioni dedicate ai DCA in Italia
Nel 2008 il Ministero della Salute, la Presidenza del Consiglio e la Regione Umbria hanno dato avvio a una indagine sullo stato dell'arte dell'assistenza in Italia che portasse alla costruzione di una mappa delle strutture e delle associazioni dedicate ai DCA al fine di garantire ai cittadini affetti da tali patologie e alle loro famiglie migliori livelli di accesso e appropriatezza dell'intervento.
Il censimento ha portato alla individuazione di 155 servizi dedicati al trattamento dei DCA sul territorio nazionale. Per ogni servizio sono indicate le informazioni relative alla localizzazione (ente di appartenenza, indirizzo, recapiti telefonici e di posta elettronica), alle caratteristiche organizzative, agli orari di apertura, ai livelli di trattamento disponibili e alle prestazioni erogate.
La mappa, consultabile nella sezione “Cerca una struttura” permette la consultazione di tutte le informazioni disponibili e la ricerca secondo differenti criteri (per Regione e Provincia, per livello di trattamento, per tipologia di servizio). Include anche le Associazioni che perseguono finalità legate alla prevenzione, allo studio e alla ricerca nell'ambito dei Disturbi del Comportamento Alimentare.
Per sapere di piu visita il sito web:
http://www.disturbialimentarionline.it
STRUTTURE PER LA CURA DEI DISTURBI ALIMENTARI
Centri disturbi comportamento alimentari in Abruzzo
Centri disturbi comportamento alimentari in Basilicata
Centri disturbi comportamento alimentari in Calabria
Centri disturbi comportamento alimentari in Campania
Centri disturbi comportamento alimentari in Emilia Romagna
Centri disturbi comportamento alimentari in Friuli Venezia Giulia
Centri disturbi comportamento alimentari nel Lazio
Centri disturbi comportamento alimentari in Liguria
Centri disturbi comportamento alimentari in Lombardia
Centri disturbi comportamento alimentari nelle Marche
Centri disturbi comportamento alimentari in Molise
Centri disturbi comportamento alimentari in Piemonte
Centri disturbi comportamento alimentari in Puglia
Centri disturbi comportamento alimentari in Sardegna
Centri disturbi comportamento alimentari in Sicilia
Centri disturbi comportamento alimentari in Toscana
Centri disturbi comportamento alimentari in Trentino Alto Adige
Centri disturbi comportamento alimentari in Umbria
Centri disturbi comportamento alimentari in Valle d'Aosta
Centri disturbi comportamento alimentari in Veneto
Facciamo presente che la maggior parte di questi indirizzi e numeri di telefono sono stati raccolti attraverso internet. Se nello scorrerli qualcuno dovesse trovare degli errori è pregato di comunicarceli in modo da correggerli al più presto.
Cerchiamo di offrire un servizio e non abbiamo intenzione di arrecare danni.
Campagna choc contro l'anoressia
Oliviero Toscani torna a far discutere
Armani:
"Scelta giusta, vorrei poter conoscere questa ragazza".
L'anoressia ha gli occhi e il corpo nudo di Isabelle Caro: 31 chili di ossa, che da questa mattina campeggiano sui manifesti delle più grandi città italiane. Una sola foto, drammatica e controversa com'è nella storia dell'autore: Oliviero Toscani. E nella settimana della moda di Milano non poteva non far discutere "No anoressia", la nuova campagna Nolita realizzata dal fotografo milanese per il gruppo Flash&Partners. Una provocazione, ma soprattutto un allarme su una tragedia del nostro tempo. Ancora più sconvolgente perché a interrogarsi sul problema è il mondo delle passerelle, accusato da tempo di diffondere falsi miti di bellezza.
La campagna. Non lascia spazio a interpretazioni la foto di Isabelle Caro. È lei la ragazza anoressica protagonista della campagna pubblicitaria di Nolita, il fashion brand del gruppo Flash&Partners. La modella francese ha accettato di esporsi nuda allo scatto di Oliviero Toscani per mostrare a tutti la realtà di una malattia che insieme alla bulimia, vede coinvolte oltre due milioni di persone in Italia. "Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo - afferma Isabelle - adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna". Una malattia lunga 15 anni, che l'ha ridotta a pesare 31 chili: "Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d'aiuto - spiega la ragazza francese - a chi è caduto nella trappola da cui io sto cercando di uscire".
Non è nuovo alle polemiche Oliviero Toscani, che spiega: "Io ho fatto come sempre un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo. Sono anni che mi interesso al problema dell'anoressia. Un tema tabù per la moda. Come l'Aids ai tempi . Adesso l'argomento tabù è l'anoressia". Quanto alle responsabilità, continua il fotografo milanese, il discorso è più complesso: "Io non credo che la moda abbia grandi responsabilità nel problema dell'anoressia, - conclude Toscani - è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi ".
Le reazioni. Apprezzamenti ma anche dissensi. La campagna di Nolita divide, com'è nello stile di Toscani. Sostegno arriva dal ministro della Salute, Livia Turco. "Apprezzo sinceramente sia i contenuti che le modalità di realizzazione. Un'iniziativa come questa è uno strumento da prendere in assoluta considerazione". Reazioni anche dalle passerelle milanesi, dove è in corso la settimana della Moda. "Credo che queste campagne con immagini così dure e crude siano giuste, opportune". A pensarla così è Giorgio Armani che esprime anche un desiderio: "Vorrei poter conoscere questa persona per capire i motivi che l'hanno portata all'anoressia". Dello stesso avviso anche i due stilisti Dolce e Gabbana che dicono: "Finalmente qualcuno dice la verità sull'anoressia, cioè non è un problema della moda, ma un problema psichiatrico".
Critiche arrivano dall'Aba, l'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e l'obesità. Secondo Fabiola De Clerq, presidente dell'associazione: "L'utilizzo di questa immagine è suscettibile di indurre fenomeni di emulazione e non aiuta certo i diretti interessati né le loro famiglie". Insomma, si accendono riflettori, che si spegneranno: "Poi le ragazze e i genitori si vedono sbattere in faccia le porte degli ospedali".
ABA - Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia
e i disordini alimentari
L'ABA, Associazione senza fini di lucro, è impegnata dal 1991 nel campo della prevenzione, informazione e ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disturbi alimentari. Presente in 16 città italiane, l'ABA rappresenta la prima struttura in Italia che lavora per ridurre la distanza tra le persone che soffrono di questi disagi – e che spesso rifiutano ogni forma di aiuto – e le strutture specifiche deputate alla cura.
L'ABA si avvale della consulenza di psicologi e psicoterapeuti specializzati nel trattamento dei disordini alimentari. Nei Centri ABA è presente anche uno spazio consultoriale per i familiari.
E' stata inoltre riconosciuta da numerose Università italiane come sede per lo svolgimento del tirocinio post-lauream in psicologia.
Dal 1996, sotto l'Alto Patrocinio del Ministero dell'Istruzione, l'ABA è impegnata in un progetto di informazione e prevenzione dei disordini alimentari indirizzato a studenti, genitori ed operatori delle scuole elementari, medie e superiori di tutto il territorio italiano.
L'ABA organizza corsi di formazione rivolti a psicologi, medici ed operatori del settore socio-sanitario.
Il Presidente e Fondatore Fabiola De Clercq
Il Comitato Scientifico ABA
DOVE SIAMO
I Centri di cura associati all'ABA sono strutture private formate da professionisti specializzati nel trattamento dei disturbi alimentari.
Elenco Centri ABA
Per informazioni potete contattare le nostre sedi:
Numero Verde 800.16.56.16
E-Mail: info@bulimianoressia.it
Sito Web: www.bulimianoressia.it
Visnoressia: l'altra faccia dell'anoressia.
Tende al mettersi al pari delle donne anche l’uomo di fronte a malattie mentali quali di fatto si potrebbero definire l’anoressia e la bulimia. Se è vero infatti che su ogni dieci anoressici c’è n’è almeno uno appartenente al sesso “forte”, vero è anche che il numero di persone affette dal disturbo di sesso maschile va aumentando negli ultimi tempi.
Intanto cominciamo col dire che l’anoressico di sesso femminile si dice affetto da visnoressia e qui la prima confusione; in genere infatti questi pazienti vengono ascritti ai gay, ritenendo che la patologia debba riguardare soltanto le donne ed invece, come dicono gli esperti, il solo fatto che tali uomini vada o incontro a tale patologia semmai può indicare la prevalenza in questi pazienti di caratteristiche del loro carattere tendenti alla fragilità e alla eccessiva sensibilità rispetto agli altri uomini.
Tuttavia il soggetto visnoressico manifesta i propri sintomi in maniera del tutto diversa dal paziente anoressico, ovvero, potrà anche alimentarsi meno, ma non fino a “scomparire”, semmai destinando tutto il proprio tempo in palestra al fine di tornire al meglio i muscoli e ricorrendo anche ad anabolizzanti per aumentare la massa muscolare, quasi come a crearsi una corazza attorno nella quale rifugiarsi al riparto dalle sue insicurezze.
Così descrive l’incidenza della patologia il professore Giovanni Spera, ordinario di medicina interna dell’Università la Sapienza e membro del consiglio direttivo della società italiana per i disturbi alimentari; ” nelle donne l’anoressia si manifesta, nella maggior parte dei casi, tra i 14 anni e mezzo e i 18, la visnoressia è più probabile tra i 16 e i 20 anni, ma può comparire anche fino ai 27. Alla base del problema ci sono i fattori sociali e familiari che tendono a far sentire inadeguata una persona, ma non vengono esclusi anche alcuni fattori ereditari. Purtroppo però non esiste una cura universale. Conclude Spera spiegando che ogni paziente ha i suoi problemi, e va seguito da un medico, il quale deve trovare la soluzione personale, e non una comune per tutti. I problemi vanno affrontati di volta in volta, e solo così si può sperare di far guadagnare quel minimo di autostima che può far guarire chi soffre di queste terribili malattie.