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Tutto sulla eiaculazione precoce

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Tutto sulla eiaculazione precoce


I dati statistici mostrano come oggi siano molto diffuse tra gli uomini (e sembrano essere anche in aumento) le disfunzioni sessuali che interessano la terza fase della risposta sessuale: la fase dell’orgasmo. Tra queste, oltre all'eiaculazione ritardata, all’anorgasmia ed all’eiaculazione anestetica e dolorosa, c'è anche l'eiaculazione precoce, forse la più nota tra le patologie appena elencate. Stando alle statistiche, questo disturbo colpisce tra il 20 e il 40 per cento della popolazione maschile italiana.

TUTTO SULLA EIACULAZIONE PRECOCE
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L’aspetto diagnostico dell’eiaculazione precoce, è estremamente complesso, sia per quel che riguarda la riservatezza del paziente e della coppia nell’esporre le proprie difficoltà, che per quell’aspetto di “soggettività” che correla con la disfunzione sessuale. E' necessario però stabilire cosa intendiamo quando diciamo eiaculazione precoce: ad esempio, tenendo conto di un criterio esclusivamente soggettivo (sensazione di impossibilità nel controllo dell'orgasmo e desiderio di una durata maggiore), allora con ogni probabilità valgono i dati esposti sopra.

ARGOMENTI TRATTATI
Le cause della eiaculazione precoce
Le strategie fai da te adoperate dai pazienti
Cure e terapie
Se invece scegliamo di rifarci a parametri più oggettivi (come il numero di spinte prima del processo eiaculatorio o la durata del coito, detto IELT), con ogni probabilità i numeri dovrebbero essere rivisti e ridimensionati.
D'altronde non esiste ancora una definizione di questa malattia che sia in grado di mettere tutti d'accordo.

Il DSM III la definisce come quella situazione in cui l'eiaculazione si verifica prima del momento desiderato dall'individuo.
L'edizione più recente, il DSM IV R, pone invece l'accento sul tempo, inquadrando questo disturbo come un'eiaculazione che perdura e ricorre anche in caso della presenza di uno stimolo sessuale minimo, precedentemente, durante e in seguito alla penetrazione, e che avviene in anticipo rispetto al momento voluto.
Per un altro manuale diagnostico, l'ICD 10, è una condizione rappresentata dall'incapacità di provocare un ritardo dell'eiaculazione sufficiente ad accedere alla pienezza del piacere sessuale.

Una premessa importante da fare riguarda il fatto che non per tutti gli uomini si tratta di una malattia a livello organico, ma la valutazione andrologica deve sempre essere effettuata per inquadrare al meglio il problema.
Molte volte l'origine del problema va ricercata nei vissuti soggettivi di ciascuno, per cui per molti risulta essere non impossibile risolvere questo tipo di problema. Inoltre, la stragrande maggioranza dei maschi, quando ha le prime esperienze sessuali, è piuttosto rapida nell'emissione della risposta eiaculatoria. Tuttavia, gli individui imparano a regolare in maniera adeguata il riflesso eiaculatorio attraverso l'esperienza e l’empatia sessuale di coppia.

A seconda delle caratteristiche che presenta, sono state definite alcune tipologie di eiaculazione precoce:

- EIACULAZIONE PRECOCE PRIMARIA: (detta anche long life): tale forma si palesa sin dal primo rapporto sessuale, a prescindere dalla partner e dal tipo di attività svolta (ad esempio, si manifesta anche nel caso della masturbazione).
Il tempo entro cui la risposta eiaculatoria viene rilevata va dai sessanta secondi ai due minuti. Vi sono due casi particolarmente problematici di questa forma clinica: uno è quello dell'eiaculazione ante portas, che si verifica nel caso in cui l'eiaculazione preceda la penetrazione; un'altro è quello dell'eiaculazione intra portas, che si ha quando si manifesta semplicemente nel momento in cui il pene viene a contatto con la vagina, luogo altamente simbolico ed ansiogeno.
Chi soffre di questa forma clinica non va di solito ??? la terapia non è risolutiva, ma necessita di un trattamento in cronico.

- EIACULAZIONE PRECOCE SECONDARIA:
a differenza di quella primaria, non affligge il soggetto sin dall'inizio della vita sessuale, ma subentra in seguito.
E' provocata da patologie di carattere organico, come ad esempio sclerosi multipla, prostatite, ipertensione, disfunzioni tiroidee, epilessia, neurite; o può avere alla base fattori psicologici o relazionali/diadici (reazioni a stress, disturbi dell'umore o della personalità, disturbi d'ansia, lutti, partners conflittuali o richiedenti).
Può anche succedere che si verifichi come conseguenza di problemi relazionali o quando si ha a che fare con una nuova compagna.
Può originarsi anche dall'uso di farmaci antidepressivi, dall'abuso di sostanze, o da astinenza da stupefacenti.
A volte l’eiaculazione precoce può essere il risultato di una iniziale difficoltà di erezione; in questi casi è importante comprendere che il problema da trattare è il deficit erettile, e non l’eiaculazione precoce.
- EIACULAZIONE PRECOCE SITUAZIONALE: si palesa soltanto in determinate situazioni o solo con determinate partner e non con altre. Non è sintomo di una reale patologia, ma è una normale variazione della prestazione eiaculatoria.
- LA DISFUNZIONE EIACULATORIA SIMIL-PRECOCE: chi ne soffre deve fare i conti con il fatto di non riuscire a imporre il controllo sul riflesso eiaculatorio e di non essere in grado di procrastinare il “punto di non ritorno eiaculatorio” a seconda delle proprie esigenze.
Spesso però, indagini come un colloquio clinico ed un'attenta anamnesi psico-sessuologica, consentono di capire che queste sono impressioni del soggetto, in quanto in realtà i tempi risultano essere esattamente nella norma (tra i 3 e i 6 minuti, o anche di più).
Tali sensazioni si originano spesso da modelli veicolati da libri o film pornografici, che danno luogo ad aspettative non congruenti con la realtà. Chi si basa sul numero e sui tempi dei rapporti, o sul numero degli orgasmi, finisce per focalizzarsi totalmente sul rapporto, tralasciando la “componente di reciprocità e relazionalità” degli scambi sessuali, accrescendo la propria ansia e finendo per sentirsi inadeguato.

Cause dell’eiaculazione precoce
Per quanto riguarda le cause, in ambito sessuologico, oggi si parla di multifattorialità; le cause infatti possono essere di diverso tipo: accanto alle cause organiche, ritroviamo infatti quelle psicologiche.
E' bene osservare che, quasi sempre, entrambi i tipi sono presenti all'interno dei vari casi, e ciò complica notevolmente la scelta della terapia più adeguata.

CAUSE FISICO-ORGANICHE: le principali cause organiche di eiaculazione precoce sono: infiammazioni dell’apparato genitale (prostatovesciculiti, uretriti, balanopostiti), brevità del frenulo, fimosi, deficit erettile. E’ molto importante che l’individuo con problematica di eiaculazione precoce si sottoponga ad una valutazione andrologica, perché se sono presenti le condizioni causali sopra elencate, con buone probabilità l’eiaculazione precoce viene risolta definitivamente alla correzione delle stesse.

Le prostatovesciculiti e le uretriti possono determinare una “spina irritativa” a livello genitale che altera il riflesso eiaculatorio.
Le balanopostiti, spesso presenti in ambito di fimosi, possono determinare un’ipersensibilità del glande, causale nell’accelerato riflesso eiaculatorio.
Un frenulo breve può costituire una eccessiva stimolazione in contesto di attività penetrativa, tale da indurre precocità.
Un iniziale deficit erettile può essere istintivamente gestito con una maggior stimolazione che ha l’obiettivo di migliorare la rigidità, ma che può facilmente scivolare in una maggior eccitazione che determina l’eiaculazione precoce.

CAUSE PSICOLOGICHE: anche Freud si occupò di questo disturbo, definendolo come il sintomo dell'esistenza di "pulsioni sadiche, intense ed inconsce dell'uomo nei confronti della donna".
Ciò vuol dire che l'uomo sarebbe inconsapevolmente animato dalla volontà di infliggere una punizione alla donna e porterebbe a termine questo suo intento inconscio privandola del piacere legato all'atto sessuale. A prescindere dalle teorie freudiane, sempre più spesso, la disfunzione eiaculatoria dipende dalla famosa ansia da prestazione, molto diffusa soprattutto tra gli uomini di giovane età.
Abbiamo inoltre:

- le cause relazionali/di coppia:
coppie irrisolte o conflittuali sul piano delle relazione, vivranno una sessualità poco appagante che contribuirà all’insorgenza delle disfunzione sessuale
- da cattiva gestione dell’ansia: pazienti ansiosi, che non sanno gestire e modulare l’ansia e che vivono la sessualità e la vita all’insegna dell’urgenza, vivranno una sessualità scarsamente appagante.

- da cattivo apprendimento sessuale:
rapporti sessuali non andati a buon fine e caratterizzati da uno scarso controllo eiaculatorio, tenderanno poi a riproporsi se questi copioni comportamentali non verranno modificati in terapia. Spesso, inoltre il paziente praticherà l’autoerotismo pre-coito, che rinforzerà la disfunzione.

- intrapsichiche: conflittualità con la figura femminile, identità sessuale confuse, omosessualità latente, possono contribuire all’insorgenza fella disfunzione sessuale.
Spesso varie cause a vari livelli interagiscono tra di loro, producono e mantengono il disturbo clinico immodificato.

Secondo un'altra teoria psicologica sarebbero determinanti anche le percezioni che anticipano il momento dell'orgasmo: infatti, spesso accade che l'uomo non riesca a controllare adeguatamente la risposta eiaculatoria, con la conseguenza che arriva al culmine del piacere ben prima della compagna, a volte addirittura dopo soltanto pochi secondi dal momento della penetrazione.
Un altro fattore da non sottovalutare è lo stress e gli stili di vita, spesso affatto adatti al concetto di salute sessuale.
Come abbiamo già detto, chi soffre di questo disturbo sembra impossibilitato ad esercitare un controllo sul riflesso dell'eiaculazione ed eiacula prima di essere riuscito a trarre soddisfazione dal rapporto e di averla assicurata al partner.

Il modello interpretativo maggiormente consono all’e.p., è sicuramente multifattoriale proprio per la complessità della disfunzione , oggi non si può identificare un’unica causa scatenante, ma si tengono presenti cause intrapsichiche, relazionali e stili di vita, spesso inadeguati.
Questa multifattorialità va poi tenuta in considerazione, sia per l’aspetto diagnostico, sia per la comprensione dei fattori che contribuiscono al mantenimento della disfunzione ed ovviamente per la fase conclusiva, cioè quella terapeutica.

Lo stress causato dall’inadeguatezza e dal fallimento sessuale, oltre che dal vissuto di non soddisfazione della partner, tende a cronicizzarsi ed a riproporre la disfunzione durante i successivi momenti di intimità, come se ci fosse un copione che si ripete.
Tale circolo vizioso che correla stress ad e.p. ed e.p. a stress, alternando così causa ad effetto, va obbligatoriamente analizzato in sede anamnestica, per evitare che la disfunzione sessuale possa autoperpetuarsi, attaccando l’autostima maschile e danneggiando la relazione in cui la sessualità abita.

Strategie “fai da te” adoperate dai pazienti
Chi soffre di eiaculazione precoce, spesso tende a non rivolgersi ad uno specialista, per pudore e vergogna e mette in scena, tutta una serie di strategie fai da te, altamente disfunzionali, che in realtà mantengono in vita la disfunzione.

1- Accanimento coitale:

Il paziente cerca di avere più rapporti sessuali ravvicinati, compensando l’assenza di qualità sessuale, con la quantità di rapporti e sperando di aumentare il tempo dei rapporti successivi.
Questa strategia, ovviamente non adeguata, può essere adoperata soltanto da pazienti giovani, con un periodo refrattario breve, nel tempo e con l’avanzare dell’età, non solo non è attuabile, ma spesso compare un deficit erettivo secondario all’eiaculazione precoce non curata

2- Pensieri distraenti:

Tra le leggende metropolitane pseudo curative, vi è quella correlata al “possibile utilizzo dell’immaginario”.
I pensieri distraenti che vengono prodotti dal paziente, hanno modalità catastrofiche ed ossessive, i pazienti producono cioè immagini mentali nefaste e sgradevoli per la loro psiche/soma (per es. eventi traumatici, lutti, malattie, catastrofi, tradimenti).

3- Dolore fisico:

Altri pazienti tendono a procurarsi dolore fisico durante la penetrazione, si auto-infliggono pizzicotti o si graffiano, nel tentativo di spostare l’attenzione dall’incontrollabile piacere sessuale, al dolore.

4- Spray o pomate anestetizzanti:

Spesso i pazienti acquistano online o senza prescrizione medica pomate anestetizzanti, nel tentativo di ridurre la sensibilità, ma alla lunga questa strategia non solo rinforza la disfunzione, ma crea anche un disagio sessuale alla partner
Tali strategie, oltre a rappresentare l’anti-appagemento per eccellenza, rappresentano la strada più breve per velocizzare il riflesso eiaculatorio, in quanto spostano l’attenzione dal controllo eiaculatorio ad altro.

E' importantissimo sottolineare il fatto che quando si prova a sconfiggere l'eiaculazione precoce soltanto con la propria azione e non si associa a questi tentativi un'adeguata terapia, come ad esempio quella farmacologica, combinata o di coppia, non si riesce a provocare la regressione della disfunzione e la scomparsa delle sue manifestazioni cliniche.
Anzi, così facendo non si fa che acuire la gravità della situazione: l'uomo infatti diventa preda di silenzi, sensi di colpa e frustrazione e ovviamente questo atteggiamento deteriora la qualità del rapporto di coppia.

E' inevitabile infatti che insorgano dei vissuti di insoddisfazione, di intimità deprivata e una sensazione di incompletezza della relazione. In mancanza di un dialogo tra i partner, entrambi rischiano di sentirsi inadeguati, con conseguente indebolimento della stabilità della relazione. Inoltre si può rilevare un aumento dei livelli di stress e, in generale, un peggioramento delle condizioni di vita. E' inutile specificare che si riduce notevolmente il livello di soddisfazione durante i rapporti sessuali.

Cure e terapie
La scelta del più opportuno approccio terapeutico nei singoli casi di eiaculazione precoce va valutata alla luce dei risutati di una corretta valutazione diagnostica, costituita da colloquio clinico e visita andrologica.
Le possibili opzioni terapeutiche comprendono: approcci in area psicoterapeutica (counselling psicosessuologico, psicoterapia, terapia di coppia ad orientamento sessuologico), teapia farmacologica orale al bisogno o continuativa, terapia topica con farmaci desensibilizzanti locali, correzione chirurgica di poroblematiche causali (frenuloplastica, circoncisione), trattamento delle cause nei casi di eiaculazione precoce secondaria (ad esempio: trattamento della disfunzione erettile).

Anche qualora la scelta terapeutica si basi su un approccio farmacologico o chirurgico, è fondamentale un attento counselling attuato dal medico, in quanto la terapia dell’eiaculazione precoce non può essere semplicemnte “prescritta” al paziente, ma va dettagliatamente proposta, negoziata e spiegata. Inoltre, come in tutte e problematiche sessuali, sono fondamentali i controlli periodici per verificare la risposta al trattamento prescelto.

In genere, la terapia farmacologica viene preferita nelle manifestazioni primarie della disfunzione e per l’e. log life.

Quelle secondarie necessitano di ulteriori approfondimenti

Le forme secondarie che derivano da problemi di carattere organico hanno bisogno di interventi sulla patologia primaria; se invece ci si trova in presenza di una forma secondaria collegata a fattori di carattere psico- sessuologico, in linea di massima si predispone un intervento che associa psicoterapia/terapia di coppia e farmacoterapia.

La tipologia di eiaculazione detta simil-precoce e le varianti naturali possono spesso essere risolte attraverso il counseling psicosessuologico o, nei casi più complicati, una psicoterapia.
I tipi di terapia psicologica che risultano essere più efficaci sono la terapia cognitivo-comportamentale e quella di coppia.

L'utilizzo di farmaci per contrastare l'EP genera opinioni contrastanti: da una parte c'è infatti chi sostiene che i farmaci siano inutili in quanto la precocità dell'eiaculazione scaturirebbe dall'intreccio di fattori di matrice psicologica (insicurezze, ansie) collegate ai momenti precedenti all'amplesso, dall’altra c’è chi ritiene che una predisposizione biologica innata possa essere efficacemente trattata da una neuromodulazione farmacologica per cui i farmaci non solo agirebbero in modo benefico determinando la diminuzione dell'ansia, ma gestirebbero efficacemente il riflesso eiaculatorio.

Tra i farmaci di solito impiegati in questi casi rientrano gli antidepressivi della classe SSRI (inibitori del reuptake di serotonina), che possono agire per stimolare l'attività dei neurotrasmettitori, di solito carente in coloro che soffrono di eiaculazione precoce.

A tale riguardo va segnalato che funo a pochi mesu fa questi farmaci venivano impiegati “off label”, cioè al di fuori di indicazione medica ufficiale a questo riguardo; è oggi disponibile sul mercato il primo farmaco della classe SSRI con indicazione specifica per il trattamento dell’eiaculazione precoce: la dapoxetina.

Una visione olistica ritiene che un approccio non escluda l’altro, anzi lo potenzi e rinforzi:, il paziente/coppia va aiutato e sostenuto con approcci poliedrici a cura di professionisti formati a diagnosticare e curare l’eiaculazione precoce.


 








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