Dieta chetogenica: cos’è, a chi è consigliata, come si segue e per quanto tempo

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La dieta chetogenica è, in pratica, un regime  nutrizionale che prevede di ridurre o togliere carboidrati dalla propria dieta. Ma come funziona esattamente? Quali sono gli alimenti da includere e non? Per quanto tempo si deve seguire? E’ adatta a tutti?

Come funziona la dieta chetogenica

La dieta chetogenica viene così chiamata perché produce corpi chetogeni, dei residui metabolici della produzione energetica dell’organismo, tramite un processo chiamato chetosi. Esso avviene quando l’organismo brucia grassi, in quanto non ha altre fonti di energia come i carboidrati.

Le origini di questa dieta risalgano già agli anni Venti del secolo scorso, quando il dottor Hugh Conklin utilizzava il digiuno per trattare patologie come l’epilessia infantile, in particolare quando i farmaci non davano esito positivo. Il digiuno, infatti, permetteva di smaltire tossine ed alleviare sintomi.

Dei risultati raggiunti negli anni Settanta, dimostravano poi l’importanza della riduzione di peso, che dipendeva in particolare dalla chetosi. Negli anni Novanta, nell’ospedale John Hopkins di Baltimora, tale protocollo fece il suo ingresso e tre anni più tardi il Ministero della Salute americano registrò dati scientifici relativi alla dieta chetogenica, che sembrava prevenire molte malattie metaboliche.

In pratica, tale dieta consiste nell’evitare carboidrati e zuccheri, prediligendo proteine e grassi buoni. Ovviamente essa prevede anche verdure ricche di fibre, che evitano la stipsi, e una buona assunzione di acque.  Nella fase iniziale, ovviamente, non si possono prendere cibi con carboidrati e zuccheri, ma in quelle di mantenimento si può fare un’eccezione, occasionalmente.

C’è da dire che questa dieta non è per tutti. E’ sconsigliata, infatti, a chi soffre di alcune patologie come l’insufficienza renale, cardiaca o epatica, il diabete, disturbi psichici del comportamento oppure alcolismo. Non è indicata nemmeno per i ragazzi in fase di crescita o le donne gravide o che allattano.

Cosa mangiare ed altri consigli

I cibi consigliati in questa dieta, sono carne (quella di bovino, suino ed ovino), pesce (come trota, sardine, salmone, acciughe, nasello, seppie, platessa, cozze, vongole, gamberetti e gamberi), uova, formaggi, grassi ed oli vegetali ed ortaggi. Gli alimenti da evitare, invece, sono i cereali e le patate, nonché i derivati, i legumi, i frutti, le bibite dolci, la birra, etc. La frutta non è del tutto bandita, ma bisogna assumerne in piccole quantità, essendo ricca di zuccheri.

Per quanto riguarda i latticini, nemmeno questi andrebbe consumanti abbondantemente, in quanto in alcuni soggetti provocano processi infiammatori. Con moderazione, si possono consumare lo yogurt greco, la feta, il brie o il gouda, e bisogna sempre leggere l’etichetta per essere sicuri che i grassi siano in quantità maggiori rispetto agli altri componenti.

Generalmente, per capire se si è in stato di chetosi bisogna fare dei test, come quelli delle urine, ma ci sono anche “sintomi” rivelatori, come l’aumento della sete e della diuresi, una riduzione dell’appetito e spossatezza. Il tempo di durata di questa dieta varia a seconda delle esigenze della persona che la segue, ma generalmente essa dovrebbe protrarsi dalle otto alle dodici settimane, e già nelle prime due si possono perdere fino a cinque chili.

E’ ovvio che il generale di dieta che si dovrebbe seguire sotto la guida del proprio medico curante o un dietologo, ma ci sono alcuni consigli da seguire in generale. Ad esempio, la scelta dei grassi, che devono sempre rientrare nella categoria di quelli insaturi, per non provocare l’effetto contrario. L’alcool non è del tutto proibito, ma vino e birra contengono comunque dei carboidrati ed induce il fegato a lavorare di più, quindi, se si vuole comunque bere un bicchiere di vino durante uno dei pasti, è bene chiedere al proprio medico.

Alle diete per dimagrire, si consiglia sempre di affiancare l’attività fisica, e questa non fa eccezione, ma bisogna evitare di fare esercizi troppo intensi, in quanto i corpi chetonici non riescono a produrre lo stesso quantitativo di energia del glucosio a livello muscolare, e di conseguenza risulta difficile eseguire movimenti particolarmente intensi.

C’è da dire che anche vegetariani e vegani possono seguire questa dieta, benché non assumano alimenti di origine animali, ma possono introdurre sempre proteine vegetali, ma siccome queste hanno anche un’alta percentuale di carboidrati, è necessario consultare uno specialista per calibrarle al meglio.

Sia online che in vari ricettari è possibile trovare le più diverse ricette per la dieta chetogenica, da poter assumere durante i pasti principali della giornata o come spuntini. Ad esempio, per colazione o per snack di metà mattina è possibile optare per dei frullati, preparati con frutta, dolcificanti a basso contenuto calorico (come la stevia) e latte vegetale, come quello di soia.

Nei vari piatti al posto delle farine di grano si usano farine di cocco, mandorle, semi di lino, di nocciole, ecc, soprattutto per fare dei dessert keto, sempre abbinati a dolcificante come la stevia e lo sciroppo d’acero, in quantità contenute.

I vantaggi e svantaggi

Una dieta del genere può apportare diversi benefici all’organismo, a partire soprattutto della riduzione di peso, permettendo così di evitare problemi inerenti al sovrappeso o all’obesità, senza contare che i livelli di glicemia ed insulina rimangono costanti, inoltre può migliorare l’attività dell’intestino e ha effetti infiammatori. E’ il genere di dieta che ti induce anche a mangiare meno ed in alcuni casi studiati è stato dimostrato che può alleviare i sintomi dell’epilessia, soprattutto quando i farmaci non sembrano funzionare.

Tuttavia, un regime alimentare come questo non può non avere degli svantaggi. Essa comporta un aumenta della filtrazione renale e della diuresi, e ciò tende portare l’organismo alla disidratazione, ad aumento del carico del lavoro dei reni ed ad un possibile effetto tossico su questi ultimi. C’è anche il rischio di sviluppare ipotensione ed ipoglicemia. Si ha, inoltre, una maggiore tendenza a sviluppare problemi come stipsi, crampi muscolari e sensazioni di palpitazioni cardiache.

Nei primi due o tre giorni della dieta, è possibile che si sviluppi la keto-influenza, ovvero una sindrome dovuto allo scarso adattamento a questo regime alimentare, che può portare chi la segue a soffrire di mal di testa, affaticamento, nausea leggera, vertigini ed irritabilità. In soggetti particolarmente sensibile, provoca anche svenimento.