Disturbo da deficit di attenzione/iperattività: cos’è e come si cura

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deficit di attenzione/iperattività

Parliamo di disturbo da deficit di attenzione/iperattività quando il soggetto, in età infantile o al massimo adolescenziale, mostra scarsa attenzione e una forte difficoltà nel mantenere la concentrazione. Allo stesso modo, il bambino ha un forte iperattività e vivacità che non fanno altro che diminuire ulteriormente la sua attenzione.

Per quanto queste possano sembrare caratteristiche tipiche di un’età spensierata come quella infantile, in alcuni casi possono essere più evidenti e interferire con lo sviluppo dell’individuo, per poi portare a problemi più seri con l’insorgere dell’età adulta se non vengono diagnosticate e curate in tempo.

Questo disturbo viene a volte indicato con l’acronimo del suo corrispondente inglese: ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) e colpisce una percentuale relativamente alta di bambini, tra il 3 e il 7% e una ancora più preoccupante di ragazzi adolescenti, circa il 5%.

Quali sono i sintomi del deficit da attenzione

I bambini affetti da deficit di attenzione/iperattività mostrano una grande difficoltà a rimanere attenti rispetto ai loro coetanei. Per un bambino è naturale avere delle difficoltà di concentrazione ma nei soggetti iperattivi questo risulta molto più evidente e la loro soglia di concentrazione si abbassa notevolmente rispetto agli altri, arrivando a durare una manciata di minuti o poco più. Questo aspetto risulta assai evidente durante i primi anni scolastici quando, nel momento in cui viene assegnato un compito in classe o un’attività di altro tipo, il bambino tende a distrarsi facilmente, anche al minimo rumore.

Ad un primo sguardo sembra disorientato e confuso; è solito interrompere le attività con frequenza e in modo vistoso e, delle volte, cerca di attirare l’attenzione degli altri bambini su di sé .

Anche nelle attività extrascolastiche, come i giochi o la visione di un programma televisivo, i bambini con deficit di attenzione/iperattività non riescono a mantenere la concentrazione se non per pochi minuti. Se sono davanti alla televisione cambiano canale in continuazione, oppure si distraggono facendo altro. Quando tornano alla visione del loro programma hanno ormai perso il filo e questo non fa altro che alimentare la loro scarsa attenzione. Ripiegano su altre attività ma le abbandonano dopo poco tempo.

In alcuni casi il bambino può manifestare problemi ad addormentarsi e spesso risulta stanco e privo di energie. La stessa sensazione la prova nel momento in cui gli viene chiesto di concentrarsi su qualcosa.

Tutto questo genera in lui un forte senso di ansia e frustrazione.

Quali sono i sintomi dell’iperattività

Nel deficit di attenzione/iperattività i bambini iperattivi cercano di attirare l’attenzione giocando in modo rumoroso e muovendosi in maniera disordinata. Può capitare di sentirli urlare, che interrompano gli altri o che lancino oggetti in terra senza alcun motivo. Spesso, questi comportamenti non sono altro che espressioni della difficoltà ma soprattutto del disagio che alcuni di loro provano quando vengono “costretti” a focalizzarsi su un’attività.

Deficit di attenzione/iperattività in età adulta

Benché la maggior parte delle volte questo disturbo venga diagnosticato in fase infantile o preadolescenziale, ci sono casi riconosciuti di deficit di attenzione/iperattività anche in età adulta. Questi possono essere la conseguenza di una diagnosi tardiva che ha portato il soggetto a reiterare alcuni comportamenti. Più difficile che i sintomi appaiano per la prima volta in questa fase.

I casi in età adulta, tuttavia, presentano sintomi diversi: l’individuo adulto, infatti, non potendo manifestare comportamenti infantili e “inesperti” tende a isolarsi o ad abusare di droghe o alcool. Spesso la sua vita sociale è fortemente influenzata dalla mancanza di attenzione che lo porta a dare poca importanza a tematiche e problemi seri sui quali, causa la scarsa attenzione, non crede di poter far molto.

Cause del deficit di attenzione/iperattività

Il parere comune è che il deficit di attenzione/iperattività nasca in seguito a fattori genetici. Potrebbe essere causato da alterazioni dei neurotrasmettitori (sostanze che trasmettono gli impulsi nervosi al cervello) presenti sin dalla nascita.

Qual è la terapia

La terapia per curare il deficit di attenzione/iperattività è molto complessa e prevede varie fasi nelle quali non è coinvolto solo il bambino ma anche i genitori. Oltre alla terapia cognitivo comportamentale si può utilizzare anche quella farmacologica. Tuttavia, ci sono ancora dei dubbi riguardo il suo effettivo funzionamento  e, in alcuni casi, non solo si è rivelata inconcludente ma ha portato anche alla comparsa di effetti collaterali quali insonnia e anoressia.

Tornando al trattamento cognitivo-comportamentale, questo si concentra sul controllo delle emozioni e dell’emotività. Il bambino viene gradualmente abituato ad avere un obiettivo da perseguire e, un passo alla volta, ad aumentare la durata della sua concentrazione attraverso rinforzi e punizioni.

Anche i genitori, i quali possiedono pochi strumenti di gestioni nei confronti del figlio affetto da deficit di attenzione/iperattività devono seguire un percorso terapeutico. In questo caso, l’intervento si concentra sul modificare la rappresentazione che hanno del loro bambino.  Anche loro devono abituarsi a punire il bambino nel momento giusto e, nonostante le problematiche, cercare di trattarlo come gli altri bambini, con punizioni e ricompense.