Esenzione Green Pass: esiste? come ottenere il certificato? quanto dura?

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Un argomento che ha fatto discutere negli ultimi mesi riguarda sicuramente in Green Pass. Secondo le recenti disposizione, esso è indispensabile sia per chi lavora che per entrare in alcuni locali, e le domande che alcuni si pongono è se esistono delle esenzioni. Per saperne di più, si può continuare a leggere questa pagina.

La circolare del 4 agosto 2021

E’ bene sapere che non esistono delle esenzioni dal Green Pass, e a chiarirlo è una circolare ministeriale del 4 agosto del 2021. Questa circolare dispone, infatti, cosa deve fare chi non può ricevere o completare la vaccinazione per motivi medici. Nei suddetti casi, viene rilasciata una certificazione di esenzione delle vaccinazioni per il COVID-19, ed essa viene rilasciata se il soggetto in questa ha una documentazione dettagliata delle sue condizioni cliniche, da presentare agli enti e aziende dei Servizi Sanitari Nazionali che possono rilasciare tale documento.

In questa certificazione, devono essere riportati determinati dati, ovvero: i dati identificativi del soggetto interessato, ossia nome, cognome e data di nascita, i dati relativi alla struttura che rilascia questo certificato, la dicitura “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105;‒la data di fine di validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura “certificazione valida fino al …” e si indica la data massima, ovvero fino al 30 novembre 2021, e alla fine il timbro e la firma del medico, nonché il codice fiscale o il numero di iscrizione all’ordine di quest’ultimo. Un dato che sicuramente non compare in questo certificato è il motivo per cui il paziente ha richiesto tale esenzione.

In linea generale, sempre secondo tale circolare, la somministrazione del vaccino non deve essere effettuata nel caso che il paziente possa presentare delle reazioni avverse, maggiori in confronto ai benefici della somministrazione, come l’insorgenza di allergie o ipersensibilità ai principi attivi del medicinale. Possono usufruire di tale esenzione anche chi, dopo aver ricevuto la prima somministrazione, ha sviluppato miocarditi e pericarditi, ed in quel caso è necessario fare dei controlli cardiologici, valutando se si può completare il ciclo con un altro vaccino, oppure chi ha sviluppato, dopo sei settimana dalla prima dose di vaccino, la sindrome di Guillain-Barré, una polineuropatia infiammatoria acuta, che può causare in breve tempo debolezza muscolare e perdita della sensibilità alle dita.

A essere esenti dall’obbligo di certificazione Green pass sono, oltre a chi ha problemi di natura clinica, i bambini al di sotto dei dodici anni, a cittadini che hanno ricevuto una o due dosi del vaccino ReiThera nell’ambito della sperimentazione Covitar, secondo la circolare del ministero del 5 agosto 2021, e chi è in possesso di un certificato di vaccinazione anti-Covid rilasciato dalle autorità sanitarie competenti della Repubblica di San Marino, nei modi indicati dalla circolare ministeriale del g agosto del 2021.

La certificazione per i pazienti guariti

Una categoria che si chiede se e come può ottenere il Green Pass o l’esenzione, è sicuramente quella delle persone guarite dal Covid-19. La prima cosa da fare, in questa casi, è assicurarsi che il proprio certificato di guarigione sia stato trasmesso a livello centrale, e il proprio medico curante o la ASL che ha emesso tale certificato deve inserire i dati di dimissione tra quelli del Sistema Tessera Sanitaria, e allora il Ministero della Salute può generare il Green Pass per questi soggetti, che avrà una validità di sei mesi, dal primo tampone molecolare positivo effettuato. Chi ha, comunque, fatto la vaccinazione entro un anno dalla guarigione, riceve comunque la certificazione automaticamente.

Se non si riceve tale certificazione entro sei mesi dalla guarigione, tramite un SMS o un e-mail con l’App o SPID, è possibile che la ASL competente non abbia inserito i dati ed allora bisogna rivolgersi ad essa o al proprio medico curante.

Le sanzioni

Attualmente, il Green Pass, o il certificato appena descritto, sono obbligatori per accedere a tutti i luoghi di lavoro, pubblici o privati, fino al 31 dicembre 2021, data che dovrebbe segnare la fine dell’emergenza, e ciò vale non solo per i dipendenti di un azienda, ma anche per chi svolge attività formative e di servizi presso di essa, ossia stagisti, o per chi effettua lavori di pulizia o ristorazione, consulenti, corrieri, etc. Altro tema di discussione è sicuramente, per chi non può sottoporvi al ciclo vaccinale, è la frequenza in cui effettuate il tampone e i costi.

Ci si può domandare, in base a tali disposizioni, cosa avviene se il lavoratore in questione non è in possesso del Green Pass, ed in tale caso viene considerato assente ingiustificato sul posto di lavoro, senza diritto ad avere lo stipendio, anche se si presenta comunque al lavoro, ed in questo caso va incontro ad una multa che può ammontare da un minimo di 600 ad un massimo di 1500 euro. Ci sono, poi, delle sanzioni disciplinari previste a seconda dei contratti collettivi del settore. Anche il datore di lavoro, se non osserva le regole sul Green Pass, può rischiare delle multe amministrative che vanno dai 400 ai 1000 euro.

Naturalmente, ci sono penalità anche per chi si procura dei certificati falsi. Nel mesi di agosto, infatti, la Polizia Postale ha scoperto che sono stati venduti dei Green Pass falsi tramite alcuni canali Telegram, ad una cifra che andava dai 150 ai 500 euro, e ora chi li ha acquistati, rischia non solo una multa dai 309 ai 1549 euro, ma anche la reclusione da uno a cinque anni, secondo quanto previsto dall’articolo 640 del Codice Penale. Tali conseguenze, sono previste anche per chi falsifica i propri dati sul certificato o la data di una effettuazione del tampone o del vaccino, ed in questo caso, gli anni di carcere possono aumentare a sei. Gli avventori e i gestori di esercizi, invece, rischiano multe sempre dai 400 ai 1000 euro, per eventuali violazioni, ed il loro locale può rimanere chiuso fino a un massimo di dieci giorni.

Datori di lavoro e gestori di locali possono, comunque, riconoscere i Green Pass falsi tramite l’applicazione gratuita “Verifica c19“, con la quale si può verificare il Qr Code, tramite la sua scansione, ed essa non registra i dati personali del soggetto, quindi rispetta anche la privacy di quest’ultimo.