Pensioni invalidi e non: tutte le novità del 2021 e 2022

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Le pensioni sono un tema delicato per tutti i governi, e ogni volta che la direzione del Paese cambia tende a cambiare anche la legge sulle pensioni. Anche questa volta, dopo che è salito al Governo Mario Draghi, si parla nuovamente di una riforma per le pensioni prevista per l’anno 2021/2022. Molti dettagli sono ancora da definire, ma già si hanno le idee chiare su chi potrà usufruire di pensione anticipata. Inoltre, sono previste novità anche per le pensioni degli invalidi civili. Ecco una panoramica su quello che bisogna aspettarsi dalla riforma dell’impianto pensionistico.

Le novità 2021/2022 per le pensioni

Iniziamo dalle pensioni per i lavoratori non invalidi civili. La prima certezza è che da gennaio 2022 sarà abolita la quota 100, e quindi moltissimi italiano torneranno a dover aspettare la soglia di età o la quota di contributi versati per poter lasciare il lavoro. Quali lavoratori, quindi, avranno accesso al pensionamento anticipato?

  • Chi rientra nella Quota 41, ovvero tutti quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto giovani e avranno versato i contributi per un totale di 41 anni, indipendentemente dalla propria età anagrafica.
  • Chi rientra nell’Ape Social, ovvero tutti quei lavoratori che hanno compiuto 63 anni e che rientrano tra i lavoratori tutelati, caregiver, disoccupati che hanno un’anzianità contributiva pari a 30 anni e chi hanno svolto un lavoro usurante o gravoso.
  • Le lavoratrici che rientrano nell’Opzione Donna, a patto che abbiamo 58 anni e almeno 35 anni di contributi e che siamo iscritte all’Ago. Dovrebbe essere prevista anche una Quota Mamma, per cui si hanno 4 mesi di sconto sull’attesa del pensionamento per ogni figlio avuto.
  • I lavoratori che hanno perso il proprio lavoro in anticipo di cinque anni sull’inizio del periodo previsto di pensionamento a patto che abbiano almeno 20 anni di contributi Inps.
  • I lavoratori iscritti presso un fondo di previdenza privato o alternativo. Per loro è prevista la RITA, attiva solo se hanno cessato la propria attività e sono stati per due anni consecutivi in disoccupazione. Inoltre, per questi lavoratori, è possibile andare in pensione a 57 ani se mancano dieci anni alla pensione.

Pensioni invalidi: ecco cosa cambia 

La nuova riforma sulle pensioni di Draghi prevede anche dei cambiamento per chi rientra nella categoria degli invalidi civili. Chi ha un’invalidità dell’80% o superiore, infatti, potrà richiedere l’anticipo della pensione dal compimento dei 56 anni. Anche i possessori della legge 104 e i caregiver avranno la possibilità di accedere al prepensionamento a 57 anni. Arrivano anche novità per le pensioni d’invalidità civile, che spetta a chi ha una percentuale riconosciuta  dal 74% al 99% o totale. Gli importi di questi sostegni economici dovrebbero aumentare l’importo fino a 651,51 euro mensili, a patto che il reddito del beneficiario non superi gli 8.469,63 euro in caso non sia sposato, o i 14.447,42 euro cumulativi in caso abbia un coniuge.